Pochi infermieri, i reparti restano accorpati

Mancano 12 unità tra Ortopedia e Chirurgia: impossibile tornare alla normalità anche dopo il Covid
GIULIANOVA. I reparti di Ortopedia e Chirurgia dell’ospedale di Giulianova restano accorpati, nonostante l’emergenza Covid sia stata superata con la chiusura dei reparti legati all’emergenza sanitaria. Oggi il vero problema sarebbe la carenza di personale infermieristico che, utilizzato per fronteggiare il contagio da Covid, non ha più fatto ritorno alla base di partenza. Pensionamenti, trasferimenti, impieghi in altre mansioni, oltre a varie ed eventuali, hanno determinato la carenza di risorse umane nell’ambito del paramedico.
In totale, tra Chirurgia e Ortopedia, sarebbero 12 o 13 le unità mancanti. Ed è proprio questo che ha determinato la fusione dei due reparti, che tentano di fare “miracoli” con appena 20 posti letto in totale a disposizione. Chi conosce la realtà dell’ospedale di Giulianova sa bene come viene portata avanti non solo la quotidianità, ma anche l’emergenza all’interno dei due reparti ridotti davvero all’osso. E si prevede, con il passare dei giorni, che la situazione si faccia sempre più difficile con le ferie che incombono, ma soprattutto con l’utenza potenziale che aumenta a dismisura e con tutte le prestazioni che, causa Covid, erano state rinviate. Durante la stagione estiva, inoltre, la popolazione sul litorale teramano aumenta notevolmente. Fenomeno che si rinnova puntualmente grazie al turismo, sia esterno che domestico. Nel momento di maggiore necessità l’attività medico-sanitaria quindi non viene supportata adeguatamente. Salvo un impegno generico, per metà settembre, quando gli ospiti attuali saranno sicuramente altrove. E non è un caso se tra il personale medico e infermieristico dell’ospedale di Giulianova ci siano dei malumori e delle comprensibili preoccupazioni sulla sorte della struttura sanitaria. (al.al.)
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