Pochi medici, Asl in affanno «Basta, la politica decida»

L’Anaao: il presidio nuovo unica soluzione alla grave carenza di personale
TERAMO. Gravi carenze di personale in reparti strategici della Asl come ortopedia, cardiologia o pediatria. Ma anche mancato rinnovo delle attrezzature che in alcuni casi non sono più competitive, in altri si rompono.
A segnalare la situazione di difficoltà è il segretario regionale dell’Anaao, Filippo Gianfelice. Il medico in sostanza lancia un appello alla politica perchè velocizzi il via libera alla costruzione del nuovo ospedale, in quanto il sistema non è più in grado di reggere quattro ospedali così come strutturati. «Nell'area della sanità di Teramo», esordisce Gianfelice, «l'applicazione delle disposizioni del piano di rientro, fra cui chiusura punto nascita di Atri, e l'applicazione del decreto Lorenzin con diminuzione delle unità operative complesse da 68 a 42 (quasi il 20%, ndr) che ha comportato una forte riduzione della diversificazione dell'offerta sanitaria, è in atto una grossa stretta sul personale. Considerando che è la Asl che ha il rapporto più basso fra personale sanitario e abitanti e dopo tutto questo, che probabilmente era necessario per uscire dal famoso piano di rientro, oggi dobbiamo cambiare indirizzo. E adottare una politica di ripresa. Noi come Anaao siamo stati fra i primi a puntare sull'ospedale nuovo da 600 posti letto, che rappresentasse punto di raccordo di tutte le professionalità e con una concentrazione di forze che rendesse più efficienti e di maggiore qualità le prestazioni. Ora la scelta si è arenata per polemiche sterili sulla localizzazione della struttura, bloccando un progetto risolutivo per la sanità. Oggi diciamo ai cittadini e chiediamo alla classe politica l’impegno a riprendere velocemente questo discorso o rischiamo una catastrofe e una drastica perdita di qualità delle nostre realtà».
Il sindacalista parla della difficoltà a completare una pianta organica suddivisa su quattro ospedali. «Guardiamo quel che accade nelle cardiologie: a Sant'Omero ci sono tre medici, a Teramo 17 ma dovrebbero essere 23, stesse carenze ci sono a Giulianova e Atri. Nell’ortopedia di Teramo mancano tre medici andati in pensione e il concorso è fermo da alcuni mesi. Anche ad Atri c'è carenza. In pediatria ne mancano due, ci sono carenze nella medicina di Giulianova e Teramo. Finchè continuiamo a discutere di quattro presidi non risolveremo la carenza di personale. Le forze vanno sempre divise per quattro. In parte i posti vacanti sono coperti da avvisi pubblici a scadenza di 2-3 mesi: è un grosso precariato che rende difficile la realizzazione di progetti a lungo termine».
Problemi anche con l’invecchiamento del “parco macchine”. «Il rallentamento nelle procedure di acquisto di apparecchiature come Tac di ultima generazione (ad esempio per Teramo, ndr) o risonanze ci sta penalizzando rispetto ad esempio alla Asl dell'Aquila, con una grossa mobilità dei pazienti verso questa realtà. La necessità di rendere più efficiente l'ospedale Hub (quello centrale, ndr) anche con una ristrutturazione del pronto soccorso, dotandolo di sala radiologica e Tac, come nelle realtà più moderne, non ha trovato ancora applicazione. A questo punto se l'attesa di costruire un ospedale più grande ed efficiente induce al mancato sviluppo delle realtà esistenti, arriveremo a costruire una cattedrale nel deserto ma povera di contenuti, perchè nel frattempo perdiamo tutto». Il segretario dell’Anaao cita quel che accade a Sant’Omero: la vecchia Tac è rotta di 10 giorni e subito aumentano le liste di attesa e lo spostamento di pazienti verso le Marche. E ricorda che l’acquisto della risonanza magnetica a Giulianova è bloccato da un ricorso al Tar e che quella di Atri ancora non arriva.
«Noi chiediamo alla politica locale e regionale di prendere una decisione e di portarla avanti rapidamente per avere una sanità migliore e più moderna. Il sindacato fa la sua parte ma alcune scelte programmatorie sono della politica che ora è ferma. Anche le scelte sulla direzione generale (a fine mese scade il mandato di Fagnano e non si sa se sarà riconfermato o no, ndr) generano una situazione di incertezza che rischia di ritardare ulteriormente le scelte politiche del territorio», conclude.
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