Poliservice, Laurenzi contro Piccioni: «È subordinato al Pd»

7 Febbraio 2022

NERETO. «La nota scomposta diffusa da quattro sindaci (anche laureati in Legge) è senza capo né coda. Un concentrato di contraddizioni e sciocchezze solo per non ammettere la verità: hanno sbagliato....

NERETO. «La nota scomposta diffusa da quattro sindaci (anche laureati in Legge) è senza capo né coda. Un concentrato di contraddizioni e sciocchezze solo per non ammettere la verità: hanno sbagliato. Verità evidenziata nella pronuncia del Tribunale delle Imprese dell’Aquila, a cui ora bisogna rimettersi». Così Daniele Laurenzi, sindaco di Nereto, replica ai colleghi Luzii (Sant’Omero), Melchiorre (Bellante), Carletta (Controguerra) e Massi (Colonnella), molto critici nei suoi confronti per aver promosso, insieme al socio privato, il ricorso che ha portato all’azzeramento del Cda della Poliservice e al ripristino del precedente.
Laurenzi parla di «sopruso subìto dal Comune di Nereto e difeso dal sindaco con l’utilizzo degli strumenti democratici» ed evidenzia che Nereto «ha ottenuto giustizia e, nello specifico, il ripristino del vecchio Cda che ora dovrà mettersi al lavoro per ristabilire la legalità violata da chi ritiene che essendo maggioranza di un consesso possa agire piegando la legge ai propri giochi (imbrogli) politici».
Laurenzi aggiunge di attendere il giudizio di merito mettendosi «da subito a disposizione per la modifica dello Statuto, evidenzia che «la presenza del socio privato all’interno della società mista (e sottolineo mista, pensata voluta e costituita dalla politica, o meglio dalla loro parte politica) è legittima» e dice di essere «in attesa delle considerazioni degli altri sindaci, e soprattutto del presidente dell’Unione dei Comuni (Domenico Piccioni, ndr) che ha condannato l’Unione alla subordinazione al Pd e all’insignificanza politica».