Pomante: «Grande assemblea per il rilancio della città»

TERAMO. Una grande assemblea civica per il rilancio della città. A proporla è Gianluca Pomante che ipotizza un ampio coinvolgimento, tanto allargato da richiedere l’utilizzo dello stadio o del...
TERAMO. Una grande assemblea civica per il rilancio della città. A proporla è Gianluca Pomante che ipotizza un ampio coinvolgimento, tanto allargato da richiedere l’utilizzo dello stadio o del palazzetto dello sport di Scapriano, «per portare idee e proposte in un solo spazio con la partecipazione di quartieri e frazioni, singoli cittadini, ordini professionali e associazioni di categoria, partiti e sindacati, amministratori vecchi e nuovi». Ognuno con il proprio vissuto e le sue ideologie ma pronto «a mettersi in discussione, ad ascoltare gli altri, a trovare la sintesi dei progetti migliori per costruire la Teramo del futuro, dal punto di vista economico, urbanistico e sociale».
Pomante, coordinatore regionale di Abruzzo civico, vorrebbe che l’idea fosse raccolta e concretizzata da «Confindustria, la camera di commercio, la Provincia, un comitato di quartiere o chiunque abbia a cuore questa città senza vincoli né dietrologie o polemiche sterili, per aggregare e non per dividere». L’ex consigliere non pretenderebbe alcun merito. «A me basta che Teramo torni a splendere», tiene a precisare. Una volta definito il programma, dunque, «insieme potremmo individuare un indaco per tutti, il sindaco di tutti, realmente condiviso, della città e per la città, senza interessi personali o di partito, al solo fine di mettere in pratica ciò che emergerà da questo laboratorio di idee». Sarebbe un’iniziativa unica in Italia, rileva Pomante, «che già per questo ci farebbe cambiare marcia e porterebbe Teramo alla ribalta sui media, anche nazionali: una città che si riunisce e sceglie il suo futuro».
L’invito è sul tavolo. «Pensiamoci, proponiamo una data», conclude l’ex consigliere, «sono a disposizione di chi vorrà farsi avanti e organizzare: con me ritengo lo saranno tutti quelli che in questa città credono davvero». (g.d.m.)

