Pomante: grande primo tempo De Amicis: più giusto il pareggio

7 Novembre 2022

MONTORIO AL VOMANO . «Un po’ di sofferenza, nel finale, poteva starci», dice nel dopopartita l’allenatore biancorosso Marco Pomante, «considerando anche che eravamo alla terza gara in otto giorni....

MONTORIO AL VOMANO . «Un po’ di sofferenza, nel finale, poteva starci», dice nel dopopartita l’allenatore biancorosso Marco Pomante, «considerando anche che eravamo alla terza gara in otto giorni. Nel primo tempo abbiamo fatto la migliore prestazione stagionale sul piano tecnico. Peccato non essere riusciti a sfruttare le occasioni create per raddoppiare. Bisogna fare i complimenti al Favale, che è una squadra solida e ci ha lasciato pochi spazi. È una vittoria importante perché ci dà continuità e morale. Sono contento, inoltre, che la porta sia rimasta inviolata per la seconda gara di fila. Le belle prestazioni degli under dimostrano che i nostri giovani sono bravi e hanno gli attributi. A livello tattico, in assenza di Palumbo, ho scelto il 3-4-2-1 per consentire a Ikramellah di esprimersi nella sua posizione ideale. Si sono viste delle cose interessanti, in avanti ho tante possibilità. Kovalonoks ha fatto un grosso lavoro per la squadra, poi negli ultimi minuti è calato fisicamente e non avendo un altro attaccante con le sue caratteristiche non ho potuto sostituirlo. D’Egidio? Non è ancora in condizione», evidenzia Pomante, «e nei minuti che ha giocato voleva strafare. Non dobbiamo addossare su di lui tutta la responsabilità. D’Egidio è un lusso per questa categoria, ma deve pensare a giocare insieme alla squadra e da solo non deve risolvere nessun problema. Quello che faceva in serie D lo può fare tranquillamente in Promozione». Il tecnico del Favale, l’ex capitano del Teramo Peppe De Amicis, commenta così il ko della sua squadra: «Abbiamo sbagliato un po’ troppo in attacco. Il pareggio sarebbe stato più giusto. Come già era capitato martedì contro la Turris Val Pescara ci prendiamo soltanto i complimenti. E' stato bello affrontare i biancorossi e rivedere gente che c’era ai miei tempi». (g.l.)