Ponte crollato, c’è il dissequestro: test sui materiali di costruzione

Ultimati i carotaggi previsti dalla superperizia disposta per chiarire cause e presunte responsabilità Ci sono 10 indagati tra tecnici di Genio Civile e Provincia, c’è anche l’ex presidente Di Bonaventura
TERAMO. Il dissequestro del ponte crollato scandisce un altro passaggio dell’inchiesta. Perché nell’Italia del ponte Morandi è un procedimento giudiziario a cercare di fare chiarezza su cause ed eventuali responsabilità del crollo della struttura nella zona di Collerenti, tra Bellante e Sant’Omero.
Il cedimento avvenne a fine dicembre 2022 e nei fatti tragedia sfiorata solo perché accaduta nelle ore notturne e quindi con una riduzione notevole del traffico che fece sì che in quel momento non ci fosse nessuna macchina in transito.
Il dissequestro è stato disposto dopo che sono stati ultimati tutti i carotaggi eseguiti nell’ambito della super perizia disposta nel contraddittorio delle parti con la formula dell’incidente probatorio. Una prima riconsegna, dopo i test di laboratorio in corso, è prevista davanti nel corso dell’udienza fissata per metà dicembre, L’obiettivo, come si legge nella richiesta di incidente probatorio, è quello di accertare «le cause del crollo, evidenziando eventuali condotte colpose (vizi di progettazione/costruzione, omessa o inadeguata manutenzione), dotate di efficienza causale o concausale rispetto al determinarsi dell’evento, ascrivibili agli indagati e/ ad eventuali terzi».
Nel fascicolo del sostituto procuratore Greta Aloisi ci sono 10 indagati tra tecnici del Genio civile e della Provincia e l’ex presidente dell’ente Diego Di Bonaventura. L’ipotesi di reato contestata a tutti è il 434 del codice penale: il crollo di costruzioni o altri disastri dolosi. «Perché, ciascuno nell’ambito delle rispettive qualità e competenze, per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia», si legge nella richiesta di incidente probatorio, «cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il crollo – da cui deriva pericolo per la pubblica incolumità– del ponte del torrente Salinello avvenuto per effetto dell’erosione del terreno sottostante alla base di appoggio della sua spalla destra (lato Bellante) che ne determinava lo scalzamento».
ll ponte si trova lungo la strada provinciale che da Bellante sbuca sulla Bonifica, nel territorio di Sant’Omero. La struttura, realizzata negli anni Cinquanta, nel 2018 era stata sottoposta a un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila a sud, che si trova nel territorio comunale di Bellante. Tra inchieste e perizie resta la rabbia e l’amarezza dei tanti cittadini, soprattutto residenti della zona, che ormai da mesi sono obbligati a percorsi alternativi più lunghi e disagiati per raggiungere i posti di lavoro.
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