Ponte crollato, ci sono 9 indagati: l’accusa è di disastro colposo

Sono ex amministratori della Provincia e tecnici dell’ente e del Genio civile, disposta una consulenza Il cedimento nel dicembre dello scorso anno durante le ore notturne, non ci furono mezzi coinvolti
TERAMO. Nell’Italia della tragedia del ponte Morandi e delle tante altre sfiorate che ogni giorno la cronaca racconta, c’è un’altra inchiesta che dovrà accertare cause ed eventuali responsabilità.
È quella aperta dalla Procura teramana per il ponte sul Salinello crollato nella zona di Collerenti lungo la strada che da Bellante sbuca sulla Bonifica, nel territorio di Sant’Omero. Un cedimento avvenuto a fine dicembre 2022 e nei fatti tragedia sfiorata solo perché accaduta nelle ore notturne e quindi con una riduzione notevole del traffico che fece sì che in quel momento non ci fosse nessuna macchina a percorrere quel tratto di strada provinciale.
Nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Greta Aloisi ci sono 9 indagati, tra tecnici di Provincia e Genio Civile ed ex amministratori dell’ente Provincia: per tutti l’ipotesi di reato contestata è quella del disastro colposo. Negli atti è entrato un incidente probatorio con la fissazione di una maxi consulenza tecnica disposta nel contraddittorio delle parti che dovrà accertare cause del crollo e stabilire eventuali responsabilità. L’inchiesta è stata avviata dopo un rapporto della polizia stradale.
La struttura, realizzata negli anni Cinquanta, nel 2018 era stata sottoposta a un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila a sud, che si trova nel territorio comunale di Bellante. Secondo una prima ricostruzione fatta all’epoca del crollo a causare il cedimento sarebbe stato un cedimento della spalla sul lato di Bellante. Cedimento, venne precisato in quei giorni dai tecnici della Provincia che in quel periodo aveva avviato dei lavori sulla struttura da tempo sotto controllo, riconducibile non a un crollo della fondazione ma probabilmente a un sovraccarico della stessa struttura oltre i limiti imposti. Sul ponte, così come riporta la segnaletica, è prevista una limitazione di carico a 12,5 tonnellate. Il ponte di Collerenti, proprio per le sue condizioni, è tra le opere inserite dall’attuale amministrazione provinciale in un piano di messa in sicurezza proprio di ponti che prevede l’impiego di 16 milioni di euro assegnati dal ministero dei Trasporti per il consolidamento delle infrastrutture stradali del territorio teramano. Risorse che, secondo un programma annunciato di recente dall’ente, saranno spalmate in sei anni, dal 2024 al 2029, e comprendono 27 interventi.
E tra inchieste e progetti resta la rabbia e l’amarezza dei tanti cittadini, soprattutto residenti della zona, che ormai da mesi sono obbligati a percorsi alternativi più lunghi e disagiati per raggiungere i posti di lavoro.
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