Ponte medievale, nuova vita grazie agli alpini

Le penne nere lo ripuliranno dalla vegetazione che lo copre e lo restituiranno alla città
TERAMO. Se c’è un problema spinoso, ecco gli alpini pronti a risolverlo. In questo caso l’aggettivo “spinoso” non è metaforico, perché i resti del ponte medievale sul Vezzola volgarmente detto “Stucche”, o anche “degli Stucchi”, sono coperti da una massa impenetrabile di rovi e vegetazione varia che ne impediscono quasi completamente la visuale. Ebbene, in primavera gli alpini del gruppo teramano dell’Ana interverranno a puro titolo di volontariato per ripulire la struttura e restituirla, in questo modo, ai teramani e ai visitatori.
Il ponte fu costruito tra il dodicesimo e la prima metà del tredicesimo secolo, con archi in travertino di Civitella, e permetteva l’accesso in città alle popolazioni delle frazioni e dei paesi a nord del capoluogo. Attualmente segna la conclusione del percorso ciclopedonale lungo il Vezzola, che all’altezza dello “Stucche” devia verso la collina del Castello per poi ricongiungersi, a Piano Solare, con il parco fluviale del Tordino. La ripulitura del ponte medievale potrebbe dunque non essere fine a se stessa ma preludere a un prolungamento del percorso sul Vezzola verso Scapriano.
Di sicuro, quella che gli alpini guidati da Tonino Di Carlo chiamano “la restituzione del ponte medievale alla città” avverrà formalmente, con una cerimonia sul posto, in apertura del 91° raduno della sezione Abruzzi dell’Ana, che quest’anno si svolgerà a Teramo dall’8 all’11 ottobre prossimi per celebrare i 90 anni dalla fondazione del gruppo di Teramo. Il programma del grande evento è già quasi completato.(d.v.)
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