Ponte sul Vibrata, no al cambio di progetto

4 Ottobre 2016

Il sindaco di Alba gela gli operatori: «Dobbiamo attenerci alle perizie e agli importi a disposizione»

ALBA ADRIATICA. Il sindaco di Alba Adriatica Tonia Piccioni chiude alla modifica del numero di piloni nel progetto per il nuovo ponte alla foce del Vibrata. Dice infatti, rispondendo alle proteste di una ampia parte di operatori turistici che vuole un ponte diverso da quello previsto, che sarà identico a quello esistente e pericolante: «Invito gli operatori, se hanno degli studi di fattibilità tecnica, ad esibirli: noi, come amministratori, ci dobbiamo attenere alla perizia tecnica dell'ingegnere Filippo Di Pasquantonio, che tiene conto degli importi economici a disposizione, nonché delle problematiche di staticità e degli aspetti idrogeologici». Parole di chiusura, quindi, che zittiscono la protesta e anche le indiscrezioni che nei giorni scorsi raccontavano di un'amministrazione comunale intenta non solo a valutare, ma anche ad appoggiare con atti ufficiali, le istanze degli operatori.

Gli operatori in questione, di cui si è fatto portavoce il movimento politico Alba Rinascita, chiedono una modifica radicale al progetto: la realizzazione di un ponte con un solo pilone di sostegno anziché i due già esistenti e previsti anche per quello nuovo. Il sistema a due piloni del ponte, infatti, è indicato come possibile concausa dell'inquinamento del torrente che mette a repentaglio la balneabilità della costa di Alba Adriatica e Martinsicuro: i piloni avrebbero provocato la creazione di una "fossa", dove si concentrerebbero e ristagnerebbero le cariche batteriche, spinte poi in un colpo solo in mare dalle onde di piena nei casi di maltempo.

Problema, questo, che il progetto approvato prima dell'estate dai Comuni di Martinsicuro ed Alba Adriatica non prende evidentemente in considerazione, visto che prevede solo «la demolizione e ricostruzione dell'impalcato in legno lamellare, mantenendo le caratteristiche di quello esistente», come si legge nell'atto con cui la Regione Abruzzo ha stanziato 400mila euro per i lavori. Proprio la questione economica assume importanza fondamentale dato che ricostruire da zero e in maniera diversa il ponte necessiterebbe ovviamente di cifre più consistenti. Ma c'è anche la questione della tempistica: ricominciare l'iter praticamente da capo farebbe slittare di mesi lavori che sono già vicini, in tempo, sperano i Comuni, per la prossima stagione estiva.

Luca Tomassoni

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