Ponte sul Vomano La Provincia cerca di salvare l’appalto

Dopo la rinuncia dell’impresa si rischia di perdere i fondi se tre milioni non saranno spesi entro la fine dell’anno
TERAMO. A distanza di quasi una settimana dalla richiesta di recesso dall’appalto integrato del nuovo ponte sul Vomano, presentata dall’Ati Costruzioni stradali Armando Di Eleuterio e Di Sabatino Giuseppe & C, la Provincia è intervenuta sulla questione con una nota di poche righe. «L’ente sta valutando le determinazioni da assumere per evitare il rischio della perdita dei finanziamenti», si legge nella nota, «In particolare, fra le opzioni valutabili, quella di invitare nuovamente l’impresa, che non si è presentata alla consegna frazionata del 4 marzo, a ricevere la consegna dei lavori in un’apposita data che sarà indicata dovendo altrimenti procedere alla risoluzione del contratto per inadempimento dell’appaltatore». In questo caso, conclude la nota, «come previsto dalla legge, sarà avviata la procedura per il subentro delle altre imprese aventi diritto».
L’aggiudicazione dell’opera all’Ati di cui è legale rappresentante l’impresa Armando Di Eleuterio, inizialmente esclusa dalla commissione di gara per non aver indicato gli oneri aziendali della sicurezza, era arrivata al termine di un iter particolarmente travagliato, con una lunga disputa interpretativa e giurisprudenziale sui criteri di affidamento risolta dopo un anno e mezzo con sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di giustizia europea. Un anno fa c’era stata la firma del contratto, ma i problemi non erano finiti. Tra ritardi e richieste di accessi agli atti da parte della ditta che si era inizialmente aggiudicata l’appalto si è così arrivati fino a giovedì scorso, quando l’Ati ha chiesto di recedere dal contratto motivando la decisione con il ritardo nella consegna dei lavori. Il rischio, se la situazione non dovesse sbloccarsi rapidamente, è quello di perdere tre milioni e 100 mila euro di fondi europei, sul totale dei quasi sei milioni stanziati per l’opera. I tre milioni e 100mila euro di fondi Fas devono infatti essere necessariamente spesi entro il 31 dicembre del 2019. Raggiunto al telefono il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura anche questa volta ha preferito non rilasciare dichiarazioni. «È una situazione complessa», si è limitato a dire, «una nuova emergenza che dobbiamo affrontare».
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