Ponte sul Vomano, la Provincia va avanti

29 Settembre 2016

Di Sabatino: se non avremo garanzie su una sentenza del Tar in tempi brevi faremo le nostre scelte

TERAMO. La Provincia di Teramo si dice pronta ad assumere le proprie scelte sulla realizzazione del nuovo ponte sul Vomano, tra Castelnuovo e Cellino, finora bloccata in una disputa giuridica per via di ricorsi al Tar e di pronunciamenti discordanti del Consiglio di Stato. A prendere posizione in merito è il presidente Renzo Di Sabatino, che nelle ultime settimane ha seguito da vicino la vicenda, anche in risposta alle recenti sollecitazioni del comitato intercomunale “Un ponte per il futuro - Due ponti sono meglio di uno”, presentate in una lettera che ribadisce l’importanza strategica dell’opera e le ricadute positive che la sua costruzione avrebbe sui territori coinvolti. «Sarebbe auspicabile, per evitare ulteriori strascichi giudiziari che potrebbero incidere negativamente sul percorso dell’opera, che fosse il Tar a sciogliere ogni dubbio con una sentenza di merito», ha detto Di Sabatino, «ma se in queste ore non avremo garanzie circa la possibilità di avere una sentenza in tempi molto brevi, la Provincia si assumerà, entro la fine di questa settimana, la responsabilità di una scelta anche se c’è da aspettarsi che anche questa possa essere oggetto di un nuovo ricorso da parte di chi rimarrà insoddisfatto».

La vicenda è iniziata a febbraio, quando l’associazione temporanea d'imprese (Ati) formata dalle ditte Di Eleuterio e Di Sabatino aveva presentato ricorso al Tar dell’Aquila contro la Provincia, dopo la loro esclusione dalla gara indetta per la costruzione del nuovo ponte. A sua volta la Cisa Appalti, a cui era stata assegnata la gara, aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, che però aveva di nuovo rimesso la decisione nelle mani del Tar dell’Aquila. Il tutto è avvenuto mentre si attende a livello nazionale il pronunciamento della Corte europea di giustizia, a cui si sono rivolti in molti, vista la presenza di due orientamenti giurisprudenziali contrastanti che hanno portato il Consiglio di Stato a formulare pronunce di segno opposto in merito a due casi identici a quelli verificatisi nel Teramano.

Chiara Di Giovannantonio

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