Ponte sul Vomano per collegare tre zone industriali

23 Gennaio 2021

È il progetto presentato alla Provincia dal Comune di Atri «Snellirebbe il traffico tra i caselli di Roseto e Pineto»

ATRI. Un ponte sul Vomano tra l’autoporto (e annessa zona artigianale) di Roseto e le zone industriali di Casoli di Atri e Scerne di Pineto per snellire il traffico sull’Adriatica. È questo il progetto presentato dal Comune di Atri alla Provincia di Teramo seguendo le linee guida del piano nazionale di ripresa (finanziato con il Recovery fund). «Il progetto che abbiamo presentato», ha commentato il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, «è in discussione da oltre 15 anni; grazie al Recovery fund potrebbe essere realizzato, per questo abbiamo deciso di riproporlo evidenziandone le reali positive ricadute sul territorio e sull’economia. Questo ponte, il cui tracciato ricade sui comuni di Roseto e Atri, non solo darà una opportunità di rilancio ai tre siti interessati, le due zone industriali e l’autoporto, ma consentirà di snellire il traffico veicolare sia sulla Ss 16 che a ridosso dei caselli autostradali di Roseto e Atri/Pineto dell’A14».
Un plauso per la tempestiva presentazione del progetto è arrivato anche da parte del presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura, che ha detto: «Ho accolto con molto favore questo progetto presentato dal Comune di Atri, il cui valore aggiunto è anche quello di avere una visione ampia con positive ricadute anche su altri territori comunali. La Provincia sta lavorando per presentare questa importante opera, insieme alle altrettanto valide proposte progettuali degli altri enti, alla Regione Abruzzo con l’auspicio che possano essere finanziate e realizzate. Questo ponte è una infrastruttura considerata strategica da più parti e se ne parla da anni. Con le risorse del Recovery fund speriamo davvero di poterlo realizzare». L’infrastruttura prevede la costruzione non solo del ponte sul Vomano ma anche di un’arteria stradale che parte dall’autoporto e annessa zona artigianale di Roseto e si dirige a sud fino ad approdare nella zona industriale di contrada Stracca di Casoli per poi collegarsi con il nucleo industriale pinetese a ridosso di Scerne, che verrebbe sicuramente rivalutato dall’opera.
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