Ponziani: la Regione dica il destino della biblioteca

21 Gennaio 2015

TERAMO. «Facciamo parte a pieno titolo del percorso culturale teramano, dalle istituzioni serve un’assunzione di responsabilità, battaglie concrete ai tavoli politici e non solo la solidarietà». Sono...

TERAMO. «Facciamo parte a pieno titolo del percorso culturale teramano, dalle istituzioni serve un’assunzione di responsabilità, battaglie concrete ai tavoli politici e non solo la solidarietà». Sono state accolte tiepidamente dal direttore della biblioteca Delfico, Luigi Ponziani, le parole del sindaco Maurizio Brucchi che si era dichiarato pronto ad "adottare" la biblioteca, dopo l’appello dei dipendenti sul loro destino occupazionale, tra i tagli alle Provincia e l'assenza di decisioni della Regione sull'accorpamento alle competenze regionali della realtà culturale teramana che compie 200 anni.

La legge Del Rio affida infatti alle Province solo determinante competenze, non sulla cultura. La regione deve dunque indicare quali sono i servizi di cui si occuperà o che dovranno essere ripartiti tra enti diversi. «L’assenza di una specifica normativa che sarebbe dovuta intervenire allo scadere del 1° dicembre 2014», spiega Ponziani, «ha fatto sì che le biblioteche provinciali siano rimaste senza paternità. Il sindaco Brucchi ha manifestato genericamente la sua solidarietà e lo ringraziamo. Ma non c’è da adottare nessuna biblioteca: siamo già parte integrate e ineludibile del sistema culturale teramano. Il problema è che la Provincia, che per pochi mesi avrà ancora la necessità di gestire la biblioteca Delfico, il Comune se ne avesse voglia, ma soprattutto la Regione, devono decidere quale deve essere il destino delle biblioteche provinciali. Un rimando di responsabilità, che peraltro si trascina anche dalla giunta regionale precedente, non è più possibile. Se non si è in grado di trovare una soluzione bisogna essere dire chiaramente “In Abruzzo non c’è spazio per le biblioteche”. Ma a quel punto ciascuno si assumerà la responsabilità politica di dire una corbelleria del genere». (m.d.t.)

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