«Porto, l’argine nord è la priorità ma va bonificato l’ex cantiere»

Il presidente del circolo “Vallonchini” De Gregoriis segnala il nodo dell’area Baroni Intanto il 19 marzo si apriranno le buste per l’appalto da 1,7 milioni per realizzare il braccio a mare
ROSETO. «L’argine per la sponda nord del fiume Vomano è l’intervento più urgente da realizzare, ma se prima non viene effettuata la bonifica dell’area ex-Baroni non si può fare nulla». Il presidente del circolo nautico “Vallonchini” che ha realizzato e gestisce l’area portuale, Fabrizio De Gregoriis, dopo la visita del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso al porticciolo di Roseto lunedì pomeriggio, torna a parlare di argine, un’opera di messa in sicurezza che non interessa solo il porto ma tutta la zona sud di Roseto, dove si concentrano anche due camping e dove verrà realizzata la nuova pista ciclabile.
Il problema, di difficile soluzione purtroppo, è rappresentato dall’area ex-Baroni, che necessiterebbe di bonifica perché inquinata, per poi poter pensare a costruire l’argine. Il Comune di Roseto ha scritto al ex proprietario affinché provveda, ma il privato non è intenzionato a farlo e, di conseguenza, per la bonifica dell’area dovrebbe provvedere il Comune. «Noi non possiamo sopportare queste spese», precisa il sindaco Sabatino Di Girolamo, «perché per la bonifica occorrerebbero circa 300mila euro. Sono costi che dovrebbero rientrare nell’ambito del progetto generale di sistemazione del retro porto».
Intanto per il braccio a mare, lato sud, ci sono buone notizie: il 19 marzo infatti saranno aperte le buste e si conoscerà il nome della ditta che eseguirà i lavori. «Si tratta di un intervento molto importante che riguarda appunto la realizzazione di un braccio a mare per rendere il porto di Roseto più sicuro», dice il consigliere provinciale Mario Nugnes, «Il finanziamento è stato ottenuto grazie al Masterplan e complessivamente verranno eseguiti lavori per circa un milione e 700 mila euro. Se tutto andrà come previsto, crediamo che a giugno potranno già iniziare i lavori ed entro la fine dell’anno avere già il nuovo braccio a mare. Oltre ciò bisogna anche pensare all’argine, di competenza regionale, ma noi ci impegneremo affinché possa essere rivisto il fondo previsto, ora insufficiente (attualmente ammonta a 1,2 milioni, ndr)». Il governatore Luciano D’Alfonso ha suggerito, per ovviare il problema, il ricorso al Progetto speciale territoriale in base alla legge regionale 18 del 1983, in cui rientrerebbe anche la costruzione dell’argine e che la Regione potrebbe finanziare. «Io ringrazio il presidente della Regione per l’impegno e il consiglio», afferma De Gregoriis, «anche se l’argine avrebbe priorità su tutto il resto. È chiaro che il progetto generale è molto più ampio perché, oltre al braccio a mare e all’argine, ci sarà da fare il braccio nord e lo sviluppo portuale interno con la darsena pubblica, che sarà a carico della Regione, e le darsene del porto turistico a carico dei privati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

