Porto, la prima fase dei lavori si chiuderà a metà novembre

Ma per la sicurezza del bacino sarà necessaria l’estensione del nuovo braccio di altri 100 metri e l’ok ancora non c’è
GIULIANOVA. Per il prossimo 15 novembre la prima fase dei lavori al porto sarà conclusa. E’ quanto assicura il tecnico della società Schiavo & C. spa di Napoli, evidentemente soddisfatto dell’andamento del cronoprogramma. Infatti i lavori di messa in sicurezza del bacino portuale vanno avanti in maniera spedita e l’andirivieni quotidiano dei grossi mezzi che trasportano massi di roccia naturale da mettere a dimora ne è la chiara dimostrazione. L’intervento in corso riguarda l’estensione per circa 320 metri lineari di un braccio con radice sulla parte mediana esterna del molo nord. Qualche rappresentante della marineria giuliese già parla di positivo, lieve beneficio in relazione all’intervento in corso.
In molti sperano che venga dato seguito alla seconda fase, che prevederebbe l’allungamento di ulteriori 100 metri verso est del braccio attualmente in costruzione. I pescatori ci sperano tantissimo giacchè l’ulteriore estensione costituirebbe una fonte di maggior sicurezza per i motopescherecci in fase di rientro con condizioni meteomarine avverse. In tal caso, la ditta che sta già operando assicurerebbe la conclusione completa dell’intervento per il prossimo 31 dicembre. Pare che i fondi necessari siano già compresi nel ribasso d’asta scaturito dalla prima gara. Per i tecnici avere il via libera per gli altri 100 metri significherebbe lavorare ancora dalla terraferma, mentre si dovrebbe intervenire attraverso un pontone nel caso in cui tutto venisse rinviato.
Altro problema invece sarà l’eliminazione del braccio esistente di circa 120 metri che ospita il faro verde del porto di Giulianova. Per smantellarlo occorrerebbe un importo superiore al milione di euro, che dovrà essere reperito per completare la progettazione. Gli armatori naturalmente spingono per avere tutto e subito, ma molto dipenderà dalla disponibilità finanziaria della Regione Abruzzo. L’opera completa, attesa per tanti anni, consentirà manovre d’ingresso molto più tranquille ed in totale sicurezza. E’ quello che da anni chiedono soprattutto i lavoratori del mare e le loro famiglie. Del resto il ricordo dell’incidente all’imbocco del porto del 13 ottobre 2009 che provocò l’affondamento del Diana Madre è ancora vivo.
Alfonso Aloisi
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