Possibili licenziamenti scatta lo sciopero all’Hatria

5 Marzo 2016

L’assemblea dei lavoratori riunita ieri ha votato un pacchetto di 8 ore I sindacati: «La proprietà americana non ci dà risposte sui piani per il futuro»

TERAMO. Scioperi in vista all’Hatria di Sant’Atto. Lo ha deciso l’assemblea dei lavoratori, che si è riunita ieri e che ha votato un pacchetto di 8 ore di sciopero da attuare in modalità che saranno decise la prossima settimana.

Il nodo del dissenso è nelle voci – non confermate nè smentite – che parlano di 25-30 licenziamenti, ma non solo. «Stiamo chiedendo alla proprietà da tempo un confronto sul piano industriale, sulla riorganizzazione aziendale in atto, ma di fatto non concede un confronto. Semplicemente delega il managment aziendale a dare delle comunicazioni», spiega Serafino Masci della Femca Cisl, «la situazione è abbastanza complessa: la vicenda Hatria si dispiega su alcuni anni e ora noi riteniamo che non sia più possibile tergiversare, non possiamo aspettare che gli eventi ci superino». Nell’azienda che produce sanitari è vigente il contratto di solidarietà, che scade 31 agosto, e che attualmente è utilizzato in modo minimo. «Noi abbiamo chiesto il piano industriale e degli investimenti, ma sono sfuggenti, non danno risposte», conferma Franco Di Ventura della Filctem Cgil, «è chiaro che i lavoratori sono preoccupati e c'è un clima di tensione in azienda».

I sindacalisti confermano che il dato sui 25 esuberi non è stato fatto dall'azienda, «ma c'è un'operazione di analisi dei processi produttivi, volta al recupero dell’efficienza. Questo significa che può essere che emerga un esubero», osserva Masci, «e l'azienda non smentisce che non ci sia. Noi vogliamo vederci chiaro. E’ inaccettabile e irresponsabile l'atteggiamento della proprietà che ideologicamente rifiuta qualsiasi forma di dialogo con sindacati e lavoratori, rendendo più difficile la gestione di una situazione oggettivamente complessa per fattori interni e d esterni all'azienda».

«Vogliamo capire se con il recupero di forza lavoro si incrementa la produzione o se l’azienda pensa ad altro: non abbiamo risposte», aggiunge Di Ventura, «siamo aperti al confronto per vedere insieme come arrivare a una razionalizzazione, ma l'azienda ci deve qual è l'obiettivo finale. Per noi è il mantenimento di tutti i posti di lavoro con condizioni lavorative e carichi di lavoro accettabili». Giovedì sera ci sono stati momenti di tensione appunto perchè alla richiesta di un colloquio rivolta agli amministratore di Cobe Capital –il fondo di investimento americano che ha acquistato l’Hatria – presenti nello stabilimento, è stato risposto picche. E un gruppetto di sindacalisti e lavoratori ha fermato la macchina con gli americani a bordo per cercare di parlar loro. E’ stato inutile: sono usciti dall’auto e sono andati via a piedi, raccontano i sindacalisti.

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