Post-sisma, il protocollo legalità può essere esteso a tutti i cantieri

La Filca Cisl ha incontrato l’ispettorato del lavoro per applicare le regole anche oltre la ricostruzione Il patto presentato un mese fa da Legnini punta alla sicurezza e all’eliminazione del lavoro nero
TERAMO. Al Teramano non basta che il suo innovativo protocollo di legalità per i cantieri della ricostruzione sia stato preso dal Ministero dell’Interno e applicato all’intero cratere del sisma 2016 per prevenire fenomeni come il lavoro nero, dumping contrattuale, fenomeni elusivi, concorrenza sleale, evasione contributiva e a garantire il rispetto della sicurezza. Ora c’è chi vuole estenderlo a tutti i cantieri dell’edilizia nella provincia, anche quelli che con il terremoto non c’entrano nulla, per far cambiare volto al settore.
Ci si sta lavorando, nei giorni scorsi ci sono stati incontri, a cui hanno preso parte anche e soprattutto il sindacato dei lavoratori delle costruzioni Filca Cisl, con il responsabile territoriale Giancarlo De Sanctis, e l’ispettorato provinciale al lavoro, con la direttrice reggente Giuseppina Natali. Un altro incontro è previsto per fine luglio.
«Abbiamo registrato la disponibilità da parte dell’ispettorato del lavoro per portare in tutti i cantieri, e non solo in quelli per la ricostruzione, quella che è una conquista storica per il settore», dice De Sanctis, spiegando: «Parti sociali, associazioni imprenditoriali, istituzioni ed enti bilaterali hanno lavorato due anni per realizzare il regolamento, che porta finalmente all’applicazione del solo contratto di edilizia con il tempo pieno e che garantisce loro la sicurezza e l’eliminazione del lavoro nero, grazie a controlli mirati e decisi a tavolino possibili con l’incrocio dei dati».
Secondo la stessa Filca Cisl, il risultato è dato da alcuni dei principali obblighi nei cantieri della ricostruzione post-sisma 2016 contenuti nel protocollo di legalità: l’obbligo di applicare il contratto nazionale e territoriale del settore edile, di assumere i lavoratori con contratti a tempo pieno prioritariamente a tempo indeterminato, di richiedere la visita di cantiere dei Cpt (comitati paritetici territoriali) e degli Rlst (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale) relativamente a salute e sicurezza, di essere iscritti e in regola con i versamenti alle casse edili territoriali, di effettuare la formazione obbligatoria prioritariamente presso le scuole edili, di comunicare ai Cpt la sistemazione alloggiativa dei dipendenti di imprese fuori regione, di effettuare le denunce mensili per cantiere ed essere in regola con il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) di congruità.
Il protocollo di legalità è stato firmato un mese fa a Teramo tra comuni, Provincia, Regione, parti sociali e associazioni imprenditoriali, enti e istituzioni interessate, tra cui l’ufficio speciale per la ricostruzione, in un evento organizzato dal prefetto di Teramo Angelo De Prisco, che ha partecipato alla stesura e che lo ha presentato insieme al commissario per la ricostruzione del sisma del 2016 Giovanni Legnini.
«Il protocollo ci permette di coniugare la forte semplificazione normativa che c’è stata nell’ultimo anno, che ha portato a quadruplicare le pratiche di ricostruzione approvate, con il rafforzamento dei controlli di legalità», ha detto il commissario Legnini alla firma, aggiungendo: «Le insidie principali si annidano lì dove ci sono lungaggini e cavilli. Quando le cose sono semplici, cresce la responsabilità degli attori. E noi facciamo sul serio».
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