Posti letto e mensa dei senzatetto Varato il piano di aiuto ai poveri

28 Ottobre 2022

Il documento, stilato da Comune e associazioni di volontariato, indica una spesa di 12 milioni di euro Prevista anche la creazione alloggi indipendenti per l’integrazione di persone in condizioni di disagio  

TERAMO . Contrasto alla povertà e sostegno alle famiglie con una progettazione condivisa con associazioni ed enti del territorio: è questo il binario sul quale si muove in nuovo piano distrettuale sociale 2022/2025 presentato ieri dal Comune. Il documento ha come asse portante l’integrazione tra attività sociale e sanitaria perché «oggi non è più pensabile sganciare i due aspetti: sono connessi e devono comunicare fra loro per garantire un vero sostegno e supporto alla comunità. Perciò ringrazio la Asl che in questo svolge un ruolo importante», ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto che con l’assessora al ramo Ilaria De Sanctis ha illustrato i principi che ispirano il documento e gli obiettivi che si pone.
I fondi per attuare le azioni programmate sono in parte dell’ente ma in gran parte nazionali e del Pnrr. La stima economica che il Comune fa è di 12 milioni di euro, il doppio dell’ultimo piano che era figlio di una situazione sociale molto diversa rispetto all’attuale. Il sisma, la pandemia, la crisi economica legata alle vicende internazionali, hanno modificato le emergenze sociali e quindi anche le azioni da mettere in campo. Così, ad esempio, coi fondi del Pnrr, nella zona di Villa Pavone, prenderà forma una stazione di posta, con dormitorio per i senzatetto e una mensa: un progetto sul quale il Comune lavora da mesi e che si propone di rispondere proprio alle nuove emergenze.
Sulla stessa scia l’altro progetto dell'amministrazione, l’housing first: un modello di intervento per il contrasto alla marginalità basato sull’inserimento in appartamenti indipendenti di persone senza dimora con problemi di salute mentale o in situazione di disagio socio-abitativo cronico allo scopo di favorire percorsi di benessere e integrazione sociale. Interventi che, al pari degli altri inseriti nel piano sociale, dovranno «rispondere alla nuove povertà, ai nuovi disagi che la società vive oggi: la forte disoccupazione, l’emergenza abitativa, l’emarginazione dettata da difficoltà economiche o culturali», ha spiegato De Sanctis. Il piano muove anche dalla profonda conoscenza della realtà teramana che hanno le associazioni e i sindacati che operano sul territorio, ieri presenti in veste di collaboratori nella redazione del documento. Sono infatti spesso loro i primi interlocutori di chi vive un momento di disagio ed è con loro che il Comune proseguirà nel portare avanti le progettazioni.
I rappresentanti della associazioni di volontariato hanno sottolineato quanto sia aumentato il numero dei poveri: precari e giovani coppie soprattutto, che non arrivano a fine mese. «Sono duemila le famiglie teramane che percepiscono il reddito di cittadinanza. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che pur lavorando hanno stipendi bassissimi e compensano col reddito di cittadinanza. A loro, come a tutti i fragili, va garantita in primis una rete di servizi ampia e concreta che dia sostegno e non solo assistenzialismo», ha concluso l'assessora.
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