«Prassi non prevista in una visita medica»

Il ginecologo Ciarrocchi accusato di abusi durante un controllo: in aula parla il consulente tecnico della Procura
TERAMO. Il rigore della scienza medica a scolpire ogni parola con una certezza di fondo che diventa il filo conduttore di un’audizione durata oltre un’ora: «È una pratica non prevista in una visita medica ginecologica». Pantaleo Greco, ordinario di ostetricia e ginecologia all’università di Ferrara, parla in aula nella sua veste di consulente tecnico della Procura nel processo in corso al ginecologo Francesco Ciarrocchi.
Ciarrocchi, che è anche vice sindaco al Comune di Montorio, è imputato (nella sua veste di medico) per violenza sessuale dopo la denuncia di una giovanissima donna che lo accusa di abusi che sarebbero avvenuti nel corso di una visita ginecologica svolta nell’ambulatorio privato di Ciarrocchi. Il ginecologo nel corso dell’interrogatorio di garanzia, fatto all’epoca degli arresti domiciliari successivamente revocati, ha respinto ogni accusa sostenendo di aver «fatto solo il medico».
E proprio sulla prassi corretta di una visita medica ginecologica si è concentrata l’audizione del consulente tecnico che in risposta alle domande del pm Francesca Zani ha detto: «La visita ginecologica standard prevede l’ispezione del clitoride e non la palpazione. E la paziente va informata e avvisata di ogni passaggio». Il medico ha sottolineato come una buona prassi preveda l’archiviazione dei referti. «In questo caso», ha detto, «agli atti non ho trovato niente». Nella denuncia la giovane donna, che si è costituita parte civile, ha raccontato come il professionista le avesse anche proposto di vedere un film porno sul telefono cellulare. Anche questo argomento è stato affrontato nel corso dell’audizione con il consulente che a domanda del pm ha risposto: «Dubito che la visione di qualsiasi film porno possa rientrare in una visita medica ginecologica».
Ciarrocchi è difeso dagli avvocati Tommaso Navarra e Guglielmo Marconi. La ragazza, che ha confermato le accuse nel corso di un incidente probatorio, è assistita dall’avvocato Monica Passamonti. Si torna in aula a novembre con i primi testi della difesa. La sentenza del collegio presieduto dalla giudice Claudia Di Valerio (a latere i giudici Emanuele Ursini e Martina Pollera) è attesa per l’inizio dell’anno prossimo.
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