Prati di Tivo e Prato Selva, incontri cruciali per decidere la riapertura degli impianti
Sono giorni cruciali per il futuro delle stazioni sciistiche del Teramano. Ieri mattina nella sede della Provincia si è riunita l’assemblea dei soci della società Gran Sasso Teramano, proprietaria...
Sono giorni cruciali per il futuro delle stazioni sciistiche del Teramano. Ieri mattina nella sede della Provincia si è riunita l’assemblea dei soci della società Gran Sasso Teramano, proprietaria degli impianti di Prati di Tivo e di Prato Selva, insieme ai liquidatori Sergio Saccomandi e Luca Di Eugenio. Sul tavolo di lavoro si è discussa, ma senza assumere alcuna decisione ufficiale, la gestione degli impianti di Prati di Tivo. Dal due maggio scorso, infatti, il contratto di gestione affidato da luglio al consorzio “Gran Sasso Prati” con un canone annuo di 156mila euro più Iva è scaduto e ancora nessuna decisione è stata presa in merito. Il consorzio ha espressamente chiesto la proroga della gestione almeno per l’estate, con una riconsiderazione del canone per le perdite dovute al sisma e al maltempo, ma, secondo indiscrezioni, la società proprietaria sarebbe disposta a concederla solo dietro garanzie finanziarie certe da parte della società, che deve versare ancora circa 100mila euro.
Sul fronte Prato Selva la situazione è diversa e ancora più delicata. La stazione è chiusa dall’estate scorsa per mancanza di gestione e gli impianti sono tutti fermi. Stamattina il sindaco di Fano Adriano Adolfo Moriconi e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino si recheranno in Regione per chiedere la riapertura parziale per l’inverno prossimo. La seggiovia dell’Abetone è inagibile per il sisma, ma con interventi di manutenzione speciale si potrebbero riavviare la seggiovia “ La ginestra” e il tapis roulant e riaprire il rifugio e l’hotel, tutto questo per garantire la sopravvivenza economica del comune. (a.d.f.)

