Prati di Tivo, l’intesa non placa lo scontro Usi civici-Provincia

11 Novembre 2021

Il presidente dell’Asbuc replica alle accuse lanciate da Di Bonaventura sul ritardo della concessione: «Sono passati venti giorni, non un’eternità. Per un atto che interessa 120 ettari servono tempi tecnici»

TERAMO. «Mi sembra strano che il presidente della Provincia Diego di Bonaventura non sia contento che si riattivino il turismo e l’economia a Prati di Tivo dopo un lungo periodo di fermo aggravato dalla pandemia». A parlare è Paride Tudisco il presidente dell’Amministrazione separata dei beni di uso civico (Asbuc) di Pietracamela che replica alle dichiarazioni di Di Bonaventura all’indomani della firma della concessione temporanea dei terreni dove insistono gli impianti. L’intesa sottoscritta da tra l’Asbuc di Pietracamela e la Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico–privata proprietaria delle strutture era infatti la condizione necessaria per consentire la loro riattivazione.
La concessione però, secondo il presidente della Provincia «poteva essere formalizzata un anno fa e alle stesse condizioni, evitando di far perdere del tempo prezioso per le manutenzioni e con la cabinovia chiusa quest’estate che ha creato un danno d’immagine alla provincia e un danno economico agli operatori». Ma Tudisco non ci sta e replica. «Un anno fa non c’erano le condizioni giuridiche per poter emettere la concessione», tiene a sottolineare, «la Gst la chiedeva a canone gratuito, una soluzione non percorribile perché la determina regionale impone un canone determinato da incassare. Ho così tentato, nonostante l’ostruzionismo, di rilasciarla al gestore Marco Finori, ma anche questo giuridicamente non era possibile perché non è proprietario degli impianti. Infine, lo scorso 3 giugno mi sono fatto ricevere da Di Bonaventura per poter rilasciare la concessione all’ente come proprietario della cabinovia e permettere la riapertura estiva, ma anche qui non si è concluso nulla». Tudisco interviene, poi, sulla contestazione mossa all’Asbuc da Di Bonaventura sulle lungaggini dell’ultimo mese per arrivare alla firma.
«Per emettere una concessione di 120 ettari di terreno occorre il tempo tecnico necessario», spiega, «e quello intercorso tra la riunione in Provincia e la sottoscrizione, una ventina di giorni, non è un’eternità». Infine sui dubbi sulla riapertura in questa stagione sollevati da Di Bonaventura per i tempi delle manutenzioni e del riposizionamento degli obelix, gli esploditori antivalanga, Tudisco tiene a precisare che «ci è stato più volte detto che gli impianti sono pronti alla riattivazione, la concessione dei terreni non ha nulla a che vedere con il riposizionamento degli obelix che si poteva fare prima: il sistema di sicurezza, finanziato dalla Regione non solo per le piste, ma anche per il piazzale, il residence e alcuni hotel, dopo la valanga del marzo 2020 non è stato più in operativo».
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