Prati di Tivo, la gestione prorogata per sei mesi

29 Novembre 2020

Il provvedimento consentirà di riaprire quando si potrà tornare sulle piste Ma ora l’obiettivo è cedere a un privato le quote della Gran Sasso Teramano

TERAMO. Prorogata la gestione degli impianti di Prati di Tivo a Marco Finori per altri sei mesi, per recuperare quelli persi a causa del Covid. Il tempo è utile per la vendita delle attrezzature e quindi per ridare un futuro alla stazione. È quanto emerso nell’assemblea di ieri della Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico-privata in liquidazione proprietaria degli impianti dei Prati e di Prato Selva. Un incontro che si è focalizzato su due obiettivi: salvare la stagione invernale, ma soprattutto salvare il comprensorio dalla chiusura definitiva.
Gli impianti sono chiusi non solo per le disposizioni governative, ma perché il 30 settembre è scaduto il contratto di gestione con Finori e non si è potuto provvedere a emanare un altro bando in quanto la Gst ha un milione e 300mila euro di debiti e rischia il fallimento. Inoltre è stato emanato un provvedimento di sospensione della concessione all’uso dei terreni dove insistono le attrezzature e c’è un decreto ingiuntivo di 56mila euro per i canoni non pagati del 2016 da parte dell’Asbuc di Pietracamela, socia della Gst. La proroga della gestione permetterebbe, quindi, nel momento in cui il Governo autorizzerà la riapertura delle stazioni sciistiche, la ripartenza anche dei Prati, anche se sono necessarie una serie di operazioni propedeutiche. In primis la revoca del provvedimento di sospensione dell’uso dei terreni da parte dell’Asbuc, poi la riparazione del cavo di corrente della cabinovia e la rimessa in funzione dei Gasex, il sistema di sicurezza sulle piste utilizzato prima di quello degli Obelix che però è stato messo fuori uso da una slavina.
Nel frattempo si sta andando avanti con la valutazione delle due manifestazioni di interesse, una da uno studio legale romano per conto di un imprenditore del settore e un’altra dalla Siget, il gruppo di imprenditori locali che ha gestito a lungo la stazione, per la cessione della quota maggioritaria (51%) della Provincia. «Cerchiamo, laddove possibile, e ci viene consentito dalle disposizioni legislative, di salvare la stagione», ha spiegato Gabriele Di Natale, liquidatore Gst, «ora avvieremo tutte le attività propedeutiche alla riapertura ed entro 5/6 mesi dovrebbero concludersi le operazioni di cessione delle quote».
E qualcosa si muove anche su Prato Selva. «Ho dato mandato ai tecnici di verificare i danni del terremoto sull’albergo-rifugio e sull’impianto della Ginestra e quindi avviare la pratica per il contributo di ricostruzione», ha aggiunto Di Natale, «mentre sulla seggiovia dell’Abetone che è in fine vita tecnico stiamo trovando le risorse per la rimozione».
Soddisfatto il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. «Appena il Governo dà l'ok ripartiamo», ha concluso, «le risorse per preparare la riapertura le troviamo come abbiamo sempre fatto e in parallelo stiamo portando avanti la cessione che permetterà un piano di sviluppo pluriennale per il comprensorio».
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