Prati di Tivo, ora torna a rischio la concessione dei terreni civici

L’amministrazione separata: «La proroga della gestione a Finori era legata all’acquisto degli impianti e questo non c’è stato. Se si procederà con un nuovo bando, dovrà essere fatta una verifica legale»
PIETRACAMELA. «I secondi sei mesi di proroga della gestione degli impianti di Prati di Tivo a Marco Finori sono legati all'acquisto degli impianti, che non c'è stato. Valuteremo in consiglio come agire per la concessione dei terreni sui quali insistono le attrezzature». A parlare è il presidente dell’Asbuc (amministrazione separata dei beni di uso civico) di Pietracamela Paride Tudisco, che torna sulla questione Prati di Tivo all’indomani dell’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano che ha deciso, dopo che Finori aveva disertato l’atto di acquisto del lotto degli impianti delle due stazioni sciistiche, di revocargli la vendita e di convocare il secondo offerente, la ditta Persia di Tottea, con l’ulteriore possiblità, se i Persia rifiutano, di emanare entro 30 giorni un nuovo bando di vendita.
Una decisione che apre due scenari: se i Persia acquistano gli impianti viene automaticamente revocata a Finori la gestione degli stessi; se si procede a emanare un nuovo bando, la gestione per l’estate rimane a Finori che ha avuto la proroga di sei mesi più sei mesi. La decisione ha visto il voto sfavorevole in assemblea dell’Asbuc di Pietracamela che aveva rilasciato lo scorso novembre alla Gst una concessione temporanea all’uso dei terreni per un anno. «È necessario verificare la correttezza procedurale dell'affidamento diretto a Finori il cui rinnovo per i secondi sei mesi era condizionato all’apertura degli impianti nel periodo invernale e all’acquisto degli stessi, situazioni che non si sono verificate», prosegue Tudisco, «non presentandosi dal notaio e non comprando le attrezzature Finori è decaduto come aggiudicatario finale del bando, ma anche come gestore per i sei mesi estivi a partire dall'8 maggio in quanto nella delibera della Gst c’è scritto chiaramente “la proroga di sei mesi + sei mesi affinché si perfezioni la vendita”».
Tudisco ha convocato il consiglio dell’Asbuc per discutere la situazione. «Il 28 novembre 2020 furono prorogati a Finori sei mesi per Covid che ha recuperato, pur non aprendo, in questa stagione invernale», dice ancora il presidente, «il 9 dicembre 2021 gli è stata data anche la proroga di altri sei mesi da maggio a ottobre, ma con la motivazione che avrebbe comprato gli impianti. Non li ha comprati, quindi si dovrebbe fare un bando pubblico di aggiudicazione della gestione e procedere a una verifica legale prima di poter confermare le concessioni dei terreni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

