Prati di Tivo, per riaprire serve un super consulente

Va scelta una figura tecnica neutrale che certifichi le manutenzioni da effettuare e i soldi necessari. Solo poi si potrà giungere a un accordo tra Finori e la Gst
TERAMO. La buona notizia, se mai ce n’è una, è che il gestore sub iudice degli impianti di risalita Marco Finori, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sul suo ricorso (l’udienza di merito è fissata il 13 settembre), è disponibile a riattivare la cabinovia Prati di Tivo-Madonnina per ciò che rimane della stagione estiva. La cattiva notizia è che, visto quanto c’è da fare per arrivare alla riattivazione e vista la tensione palpabile che aleggia tra le parti, si rischia di andare così lunghi da ottenere un risultato-beffa, ovvero una riapertura solo per gli ultimi scampoli d’estate. Magari proprio a ridosso dell’udienza che potrebbe togliere la gestione a Finori, confermando la decisione della Gran Sasso Teramano, o viceversa restituirgliela a pieno titolo.
L’incontro di ieri in Provincia tra Finori, il liquidatore della Gran Sasso Teramano Gabriele Di Natale e il presidente Diego Di Bonaventura, affiancato dal dirigente tecnico dell’ente Francesco Ranieri, è durato due ore e almeno la prima mezz’ora è stata tesissima, con Finori e Di Natale ad accusarsi reciprocamente della situazione di stallo che sta uccidendo il turismo a Prati di Tivo. Poi si è cominciato a parlare delle manutenzioni necessarie a far ripartire la cabinovia ed è emerso che parte di queste dovrà essere a carico della Gran Sasso Teramano. Chi le pagherebbe? La Provincia è disponibile a farlo, ma entro una certa soglia. E allora: chi dovrà stabilire cosa spetta a chi, e quanti soldi servono? È venuto fuori – visto che sui Prati tira aria di ricorsi e richieste di risarcimenti, e nessuno vuole più rischiare nulla – che dovrà essere individuata una figura tecnica terza, una sorta di super consulente esperto di impianti di risalita. Facile immaginare che i tempi per arrivare a un vero accordo si allungheranno.
Il comunicato della Provincia sull’incontro glissa elegantemente su questo. Vi si legge: «Si è concordato di arrivare al più presto ad una definizione certificata – tecnica ed economica – degli interventi manutentivi previsti dalla legge. La Provincia intanto liquiderà alla Gst i 30 mila euro di spettanza della società che con questi fondi potrà assicurare il pagamento del canone all'Asbuc. Il presidente Di Bonaventura ha chiesto uno sforzo per il superamento temporaneo delle divergenze in nome dell'interesse pubblico e delle richieste che sono arrivate dai sindaci e dagli operatori turistici».
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