Prati di Tivo, un garante per salvare la cabinovia

25 Ottobre 2014

TERAMO. Un garante per i Prati di Tivo. La richiesta parte dalla Uil Fpl, secondo cui gli enti proprietari della "Gran Sasso teramano spa", che gestisce la cabinovia della stazione sciistica, devono...

TERAMO. Un garante per i Prati di Tivo. La richiesta parte dalla Uil Fpl, secondo cui gli enti proprietari della "Gran Sasso teramano spa", che gestisce la cabinovia della stazione sciistica, devono prendere in mano la situazione in vista della stagione invernale alle porte. «Un'eventuale chiusura degli impianti di risalita dei Prati di Tivo», spiega Alfiero Di Giammartino, segretario provinciale della Uil Fpl, «oltre a determinare un'importante perdita di posti di lavoro, equivarrebbe a sancire la morte turistica ed economica di un comprensorio».

La nomina del garante, dunque, dovrebbe aprire la strada alla costituzione di un tavolo al quale chiamare tutti i soggetti interessati «al fine di trovare le migliori soluzioni possibili» per evitare che si materializzino le prospettive più negative per la stazione sciistica. Il sindacato ritiene imprescindibile questa mossa alla luce dei risultati tutt'altro che incoraggianti fatti registrare dalla spa. «E' noto che la società in questi ultimi anni è riuscita nella non facile impresa di svalutare, fino all'azzeramento, le quote di partecipazione degli enti pubblici proprietari», sottolinea Di Giammartino, «al punto che si renderà necessaria una ricapitalizzazione». Per il segretario della Uil Fpl, gli amministratori della spa finora si sarebbero «alla ricerca di palliativi e di interventi tampone e di facciata, tanto per assolvere ad adempimenti formali».

Di Giammartino evidenzia l'incertezza relativa all'esistenza di un piano industriale per il potenziamento della stazione sciistica e per i Prati di Tivo vede gli stessi rischi che si sono già concretizzati a Prato Selva, dove «le incertezze operative, le confuse e fumose metodologie d'intervento e i disegni strategici hanno comportato la chiusura degli impianti con un dispendio delle disponibilità finanziarie pari a circa 5 milioni di euro». (g.d.m.)

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