Prati, la cabinovia resta affidata a Finori

25 Luglio 2023

Il tribunale civile respinge il ricorso della Gran Sasso Teramano contro il sequestro del ramo d’azienda ordinato a marzo

PIETRACAMELA. La cabinovia di Prati di Tivo resta in custodia e affidamento temporaneo al gestore Marco Finori: il tribunale di Teramo ha respinto il ricorso della Gran Sasso Teramano sulla revoca dell’affidamento, quindi sul sequestro del ramo di azienda. È arrivata ieri mattina la sentenza della sezione civile del tribunale di Teramo che in composizione collegiale, presieduta dal giudice Angela Di Girolamo (a latere i giudici Mariangela Mastro ed Erika Capanna Piscé) ha respinto il ricorso presentato dalla Gran Sasso Teramano (Gst) contro l’ordinanza dello scorso marzo del giudice Silvia Fanesi che aveva autorizzato il sequestro del ramo di azienda alla società pubblico-privata in liquidazione proprietaria degli impianti e nominato Finori custode giudiziario degli stessi. La consegna dei beni a Finori era avvenuta con l’intervento dell’ufficiale giudiziario e subito la Gst aveva proposto reclamo formale per modificare, confermare o revocare l’ordinanza di sequestro, ma il collegio giudicante aveva rigettato la richiesta di sospensiva e rimandato l’udienza e la decisione a luglio. Nel frattempo Finori ha provveduto alla manutenzione, al collaudo e alla riattivazione della cabinovia, che è regolarmente aperta. I giudici, motivando dettagliatamente la propria decisione, hanno rigettato il reclamo, confermando l’ordinanza impugnata in attesa del giudizio di merito, nel quale la Gst si è opposta alla richiesta di Finori del risarcimento dei danni sulla vendita degli impianti che gli è stata revocata dopo che non si era presentato dal notaio per la stipula del rogito.
«Il provvedimento, confermando le determinazioni del primo giudice, ha accolto in toto la linea difensiva spiegata della Finori srl, ritenendo pertanto fondata, sotto il peculiare aspetto del fumus boni iuris, la pretesa azionata dalla predetta, nel merito, ossia il diritto alla cessione del ramo di azienda in questione, nonché in ordine alla sussistenza di rischi concreti di dismissione dei beni aziendali in favore di soggetti terzi», hanno spiegato in una nota i legali di Finori, «va rilevato, inoltre, come le doglianze della Gst sono state integralmente respinte, non solo nel merito della domanda cautelare, ma anche con riferimento sia alla richiesta di sostituzione del custode nominato dal tribunale, sia alla pretesa di ottenimento di una cauzione, domande ritenute dal collegio inammissibili. Ad invarianza delle condizioni fattuali, pertanto, la Marco Finori srl potrà mantenere la gestione degli impianti sino a quando non verrà definito il giudizio di merito».
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