Prati, revocata la vendita a Finori Torna in corsa l’azienda di Tottea

Decisione della Gran Sasso Teramano dopo che il primo nella graduatoria non ha ratificato l’acquisto Sarà chiesta conferma dell’offerta alla ditta Persia, seconda nella gara per la cessione delle strutture
PIETRACAMELA . Revocata la vendita degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva al gestore Marco Finori, si passa al secondo offerente, la ditta Persia di Tottea. È la decisione assunta dopo un lungo dibattito – la Camera di commercio si è astenuta, l’Asbuc ha votato contro, assente il Comune di Fano Adriano – ieri sera durante l’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano (Gst), la società proprietaria delle attrezzature delle due stazioni sciistiche. Un incontro avvenuto dopo la defezione dal notaio, venerdì scorso, di Finori che avrebbe dovuto firmare l’atto di acquisto dell’intero lotto degli impianti dei Prati e di Prato Selva versando un milione e 650mila euro. «Ho portato il verbale che attesta di assenza di Finori dal notaio in assemblea», spiega il liquidatore della Gst Gabriele Di Natale, «e si è deciso di revocare la vendita a Finori e convocare il secondo proponente in graduatoria, la ditta Persia per chiedere la conferma dell'offerta di acquisto a un milione e 520mila euro. Se la convocazione avrà esito positivo verrà stipulato, con le dovute garanzie, subito l’atto dal notaio. Se, invece, i Persia non daranno la propria disponibilità, dovremo procedere entro 30 giorni a emanare un nuovo bando di vendita».
I temi caldi rimangono la stagione estiva e la gestione degli impianti per la riapertura della cabinovia. Finori ha ottenuto dal novembre scorso la proroga di gestione di sei mesi per Covid, più altri sei mesi quindi un anno in totale.
«Se la ditta Persia accetta, allora verrà revocata a Finori anche la gestione», aggiunge Di Natale, «se si dovrà emettere un nuovo bando di vendita degli impianti, allora la gestione per l'estate rimane a Finori salvo nuovi sopraggiunti elementi».
L’imprevisto potrebbe arrivare dall’Asbuc di Pietracamela che è proprietaria dei terreni dove insistono gli impianti. «I secondi sei mesi di proroga a Finori sono legati all'acquisto degli impianti che non c’è stato», tiene a precisare il presidente Paride Tudisco, «prendiamo in considerazione questa cosa e con il consiglio valuteremo cosa fare per la concessione dei terreni per l’estate». Nell'assemblea di ieri sera è stato approvato anche il bilancio della Gst, con l’stensione del Comune e dell’Asbuc di Pietracamela, ed è stato dato mandato a un legale di risolvere l’annosa questione tra la Gst e la Siget sulla proprietà degli immobili della stazione di partenza della cabinovia.
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