Prato Selva, chiusa la seggiovia Gli operatori: «Una catastrofe»

Colpa di un decreto del governo sul fine vita tecnico degli impianti, chi aveva prenotato disdice e i lavoratori stagionali vanno a casa. Invece è record di presenze (2mila al giorno) a Prati di Tivo
FANO ADRIANO. «Situazione tragica: calo netto delle presenze, disdetta delle prenotazioni per Capodanno e perdita di lavoro per gli stagionali». Così Corrado Pisciaroli, presidente della società “Passione montagna” che gestisce gli impianti di Prato Selva, ha definito la situazione che si è creata a seguito della chiusura imposta della seggiovia dell’Abetone. Il 19 dicembre è scaduta la proroga di un anno per il funzionamento dell’impianto, il più grande tra i due presenti nella stazione e con quarant’anni di vita alle spalle, e tre giorni dopo il governo ha emanato un decreto che ha paralizzato le stazioni sciistiche di mezza Italia.
«Nel 2014 è cambiata la legislazione sul fine vita tecnico degli impianti», ha spiegato Giuseppe Ceci, capo servizio impianti di Prato Selva, «non essendo più prevista la dismissione definitiva per quelli con oltre quarant’anni di funzionamento, gli impianti come il nostro dell’Abetone, grazie a una proroga di un anno hanno potuto continuare a funzionare nell’attesa del decreto contenente gli adeguamenti definitivi per ottenere l’autorizzazione a funzionare per dieci anni. Il decreto doveva arrivare nell’aprile scorso permettendo in estate l’adeguamento dell’impianto, ma è arrivato in piena stagione invernale creando una situazione catastrofica». Il governo si è reso subito conto che c’è un’impossibilità oggettiva per l’adeguamento degli impianti in pieno inverno e ha inserito, in un disegno di legge in fase di iter legislativo, una norma che dilata la proroga al funzionamento a due anni, permettendo così la ripresa della stagione e l’adeguamento nella prossima estate degli impianti. «Questo ravvedimento da parte del legislatore è stato una beffa», ha affermato Pisciaroli, «perché il disegno di legge è stato approvato in Senato, ma alla Camera verrà discusso il 14 gennaio e quindi trascorreremo le vacanze natalizie con l’impianto chiuso, con collasso per le attività di Prato Selva e Fano Adriano e per i lavoratori; già quattro dipendenti degli impianti non lavorano, oltre a quelli mandati a casa nei bar e hotel».
Situazione completamente differente a Prati di Tivo. Neve naturale, impianti aperti e funzionanti a pieno ritmo, record di presenze con una media di duemila persone al giorno e sold out nelle prenotazioni negli hotel fino a dopo Capodanno. «Siamo soddisfatti di quest’avvio di stagione»,ha affermato Erminio Di Lodovico, presidente del consorzio “ Prati & co” che gestisce gli impianti, «stiamo cercando di dare un’immagine di qualità e rinnovamento; tra gli operatori c’è entusiasmo, voglia di fare e sorrisi».
Il versante teramano del Gran Sasso ieri è stato il protagonista della puntata di Sereno variabile, lo storico programma di Raidue condotto da Alberto Bevilacqua. Un viaggio tra il borgo di Pietracamela, le piste di Prati di Tivo, la ceramica di Castelli, i murales di Azzinano e la spiritualità del santuario di San Gabriele tra tradizioni, arte, gastronomia, usanze e dialetti.
Adele Di Feliciantonio
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