Precari Covid, la Regione assicura le stabilizzazioni

10 Giugno 2022

Incontro tra i sindacati e l’assessore Verì, che annuncia una ripartizione più equa dei fondi tra province. Cgil, Cisl e Uil contro l’Ordine degli infermieri: «È assente»

TERAMO. Nella sede della Asl di Teramo si è tenuto, alla presenza dei vertici aziendali e dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, un incontro con le organizzazioni sindacali al fine di discutere di stabilizzazioni dei precari Covid, internalizzazioni e fabbisogni di personale. In una nota firmata da Cgil, Cisl e Uil si legge: «Per quanto riguarda il capitolo stabilizzazioni, l’assessore ha confermato le linee di indirizzo generali, ovvero il possesso dei 18 mesi di cui sei svolti tra il 31/1/2020 e il 30/6/2022 alle dipendenze di un’azienda pubblica. Per il personale non rientrante nella procedura di stabilizzazione e non idoneo ai concorsi recentemente espletati, che ha lavorato all’interno delle Asl attraverso contratti con agenzie interinali, sarà data una possibilità occupazionale per effetto delle internalizzazioni; qui, negli eventuali avvisi e concorsi, sarà valorizzato il lavoro interinale ed eventuali riserve dei posti previsti dalla normativa».
Quanto al fabbisogno di personale, secondo Cgil, Cisl e Uil «l’assessore ha chiarito che stanno lavorando alla perequazione dei tetti di spesa, oltre che a una ripartizione più equa dei fondi tra le Asl abruzzesi. Verì si è dimostrata sensibile all’argomento, comunicandoci che la ripartizione dei fondi derivanti dall’applicazione del decreto Calabria, 12 milioni di euro, saranno distribuiti equamente tra le varie aziende sanitarie, allo scopo di ridurre le differenze tra le quattro Asl regionali, che allo stato attuale vedrebbe la nostra penalizzata».
I sindacati continuano: «Su nostra esplicita richiesta, la Direzione strategica ha confermato che il personale addetto all’assistenza verrà prorogato fino alla messa in ruolo dei vincitori dei concorsi, cosa che non avverrà prima di agosto per via dei ricorsi al Tar ancora da definire e che verranno discussi entro luglio».
La nota si conclude esprimendo «disappunto nei confronti dell’Opi (Ordine delle professioni infermieristiche) provinciale, il quale si è contraddistinto per la sua assenza».(red.te)