Precari, scadono 220 contratti «Così chiudiamo interi reparti»

23 Settembre 2015

Asl, allarme dei sindacati perché a fine settembre andranno a casa decine di infermieri, medici e Oss Oggi riunione decisiva in Regione: è necessario l’ok alla proroga degli incarichi al personale a tempo

TERAMO. E’ di nuovo allarme precari alla Asl. Sono 220 i contratti che scadranno a fine settembre e che non si sa se verranno rinnovati. In prevalenza sono infermieri e Oss, ma ci sono anche medici, qualche amministrativo e il personale “somministrato” dall’agenzia interinale Etjca. Fra questi, ad esempio, anche coloro che distribuiscono i pasti.

Su questo tema scottante Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fps rivolgono un appello al presidente della Regione, all'assessore alla sanità e al direttore generale della Asl: «C’è il concreto rischio di non poter garantire i servizi sanitari ai cittadini per carenza di personale medico, paramedico ed amministrativo», osservano .

Amedeo Marcattili (Fp Cgil), Andrea Salvi (Fp Cisl) e Alfiero Di Giammartino (Uil Fps) osservano che le limitazioni disposte dalla Regione riguardo alle assunzioni di personale a tempo determinato «appesantiscono la situazione. «C'è il rischio concreto che la Asl di Teramo perda nell'immediato circa 300 unità lavorative di vario profilo professionale (secondo i calcoli della Asl sono circa 220, ndr) con contratto a tempo determinato e a tal proposito le organizzazioni sindacali, fortemente preoccupate, hanno rivolto un sentito appello al senso di responsabilità delle autorità investite, affinché si operi con urgenza per scongiurare la sciagurata ipotesi e, quindi, salvaguardare i servizi sanitari da prestare alla popolazione della provincia di Teramo». I sindacati chiedono una soluzione urgente, anche di carattere transitorio, per evitare l’emorragia di personale. «D'altra parte gli organi competenti (Asl e Regione) in quanto rappresentanti e gestori del potere pubblico, hanno il dovere di intervenire per assicurare i normali servizi sanitari da somministrare alla popolazione e per impedire che interi reparti possano cessare o limitare la propria attività», concludono.

La Asl sta man mano sostituendo i precari con i contratti a tempo indeterminato. Sono una cinquantina le unità che l’azienda sta assumendo in pianta stabile, in parte per concorsi che vanno via via a compimento – ad esempio le mobilità per infermieri e Oss – e in parte – come nel caso di ausiliari e addetti all’immissione dati – direttamente dalle liste fornite dai centri per l’impiego. A volte si tratta di precari che vengono stabilizzati, altre di altre persone che sostituiscono i precari, e questo è particolarmente doloroso per chi perde il posto. I sindacati, in una recente riunione, hanno proposto di diminuire le ore ai precari, pur di farli lavorare tutti, ma la Asl ritiene l’ ipotesi sia di difficile attuazione.

Oggi, comunque, sarà una giornata decisiva: i direttori generali avranno una riunione in Regione appunto per parlare di come gestire i contratti in scadenza – problema comune a tutte le Asl – e capire se è possibile una proroga dei tempi determinati.

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