Precario per anni alla Ruzzo Reti ottiene il risarcimento dal giudice

15 Febbraio 2023

La Cgil: «Ora l’acquedotto e gli altri enti che abusano dell’utilizzo degli interinali li stabilizzino» La società: «È l’Ersi che ci impedisce di fare concorsi. E questa decisione mette a rischio 100 posti»

TERAMO. Per cinque anni ha lavorato, come precario, per la Ruzzo Reti svolgendo un'attività definita “ordinaria” sulla rete fognaria. Assunto con un contratto interinale, non si è visto però rinnovare il rapporto di lavoro intentando così una causa in tribunale col supporto della Cgil. Nei giorni scorsi la sentenza del giudice del lavoro di Teramo ha dato ragione all'ex dipendente, condannando la società idrica al risarcimento che in questi casi, trattandosi di azienda pubblica, è del versamento di sette mensilità. Se si fosse trattato di un'azienda privata, sarebbe scattata l'assunzione a tempo indeterminato.
LA CGIL. La vicenda giudiziaria del lavoratore 60enne sale agli onori della cronaca tramite la Cgil che, sulla base della sentenza, confida ora in un cambio di rotta da parte della governance della Ruzzo Reti, della politica e del legislatore sulla gestione degli interinali. La società acquedottistica conta 260 dipendenti, 100 sono precari. Una situazione che si trascina da tempo anche in forza di contratti in deroga firmati fra azienda e organizzazioni sindacali che hanno consentito di reiterare l'impiego di interinali: scelte stigmatizzate dal giudice, che ritiene nulli i contratti in deroga che avallano un sistema di somministrazione del lavoro che viola principi propri dello strumento interinale. A partire da quello di temporaneità. Per il tribunale non può essere tollerato e reiterato l'abuso al lavoro somministrato che ha delle specificità di applicazione. Da qui la Cgil parte per sollecitare la Ruzzo Reti ad avviare le selezioni per le assunzioni, pur consapevole che a frenare in tal senso la società è l'Ersi (ente regionale del servizio idrico). Ma «si può avviare un percorso di stabilizzazione proprio alla luce di questa sentenza, che può essere la prima di tante», ha spiegato Giampiero Dozzi, segretario della Filctem Cgil, «una società che fornisce servizi essenziali non può proseguire sulla strada della precarietà. Noi abbiamo chiesto di essere convocati dall'assemblea dei sindaci, senza esito. Manca la volontà di intervenire, o forse a qualcuno fa comodo tenere in piedi tanto precariato per mantenere un certo controllo politico», ha aggiunto. Un anno fa una sentenza analoga, ha ricordato il segretario Cgil Pancrazio Cordone, ha riguardato anche la Asl di Teramo con un impiegato precario che ha vinto in tribunale ottenendo il risarcimento. Situazioni che «speriamo portino a modificare l'uso dei contratti interinali e spingano i lavoratori a trovare il coraggio di avviare vertenze col nostro sostegno», ha aggiunto la sindacalista Natascia Innamorati.
LA SOCIETÀ. La Ruzzo Reti si mostra perplessa della soddisfazione mostrata dal sindacato per una sentenza che «rischia di mandare a casa oltre cento persone». La decisione verrà impugnata, ma il Cda si dice basito dalla Cgil che «continuando a insistere sulle stabilizzazioni, più che un atto di coraggio» starebbe chiedendo «un atto di illegittimità», e ricorda di aver, dal dicembre 2019, chiesto all’Ersi la possibilità di bandire concorsi: richiesta per due volte negata. «Ci stupiamo del fatto che i sindacati, che ben conoscono la situazione, continuino a rivolgersi al Cda della Ruzzo Reti piuttosto che all’Ersi», aggiunge la società guidata dalla presidente Alessia Cognitti, che conclude: «Questa governance, nonostante la difficile situazione ereditata dal passato, ha raggiunto il pieno equilibrio economico e finanziario che le ha permesso, dopo venti anni, di deliberare i primi due concorsi pubblici».
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