Premiati i poeti dialettali abruzzesi

29 Dicembre 2019

In Comune la cerimonia del concorso dedicato a Lamberto De Carolis

SILVI. Si é svolta venerdì nella sala consiliare del Comune di Silvi la premiazione del Concorso regionale di poesia in vernacolo intitolato a Lamberto De Carolis, educatore, storico, giornalista e poeta dialettale tra i più importanti del secolo scorso, bisentese di nascita ma silvarolo di adozione. Visse, infatti per circa quaranta anni a Silvi con sua la famiglia. Alla 6ª edizione del concorso regionale di poesia dialettale, organizzato dall’Università della 3ª Età di Silvi, hanno partecipato numerosi poeti dialettali da tutte le province d'Abruzzo. La giuria – composta dal presidente della Uni3ªEtà Franco Costantini, da Gabriella Serafini, Paolo De Carolis, Elena Malta e Gabriella Mancinelli – ha segnalato cinque poesie premiandole con diploma di merito e medaglia. Si tratta dei poeti Fernando D'Annunzio di Vasto (Aspettanne lu serene), Concezio Del Principio di Atri ("Li deta mi' 'mmezze a li tu"), Luciano Flamminio di San Vito Chietino ( "Poete di nu jurne e 'na matine") e Cesare Nicolini di Pescara ("La conghe di mammarose"). I primi tre classificati sono risultati: Antonio Frattale di Pizzoli con la poesia "Amatrice, respuunni..."; secondo classificato Gabriele Di Giorgio di Città Sant’Angelo con "Nu scampele de tempe"; terzo il poeta Mario Sonsini di Montesilvano con la lirica "Vole de gabbiane". Ai primi tre classificati, oltre ai diplomi e alle coppe offerte dalla Uni3Età e dal Comune di Silvi sono stati consegnati i premi in denaro. «Anche quest'anno», ha detto Costantini, «abbiamo registrato una buona e qualifica partecipazione al concorso. Segno che la poesia in vernacolo è più viva che mai e che resta, comunque, una delle poche opportunità per conservare e tramandare la nostra lingua madre regionale. La nostra associazione continua nella sua opera di promozione culturale sul territorio, senza clamori ma con tanto impegno e con l'unico obiettivo di suscitare l'interesse dei cittadini verso la conoscenza». «La lingua del dialetto narra la storia e la vita dei nostri territori», ha dichiarato l'assessore alla cultura Giuseppina Di Giovanni, «e ha, quindi, una duplice importanza: mantenere vivo l'interesse per le nostre radici e tramandare la nostra lingua e le le nostre tradizioni alle generazioni future».