Presepe vivente ispirato al Settecento napoletano

GIULIANOVA. Si preannuncia un presepe vivente rivoluzionario rispetto al passato quello in programma per il prossimo 26 dicembre. Lo scenario sarà quello della Napoli del Settecento, caratterizzato...
GIULIANOVA. Si preannuncia un presepe vivente rivoluzionario rispetto al passato quello in programma per il prossimo 26 dicembre.
Lo scenario sarà quello della Napoli del Settecento, caratterizzato da rappresentazioni ed abiti in puro gusto barocco, tipici del periodo storico. L’evento di quest’anno si chiamerà “L’Oltre”, che sottende una duplice valenza, come riferito da Domenico Canazza presidente dell’associazione Unica Stella, che da diversi anni ormai, si occupa dell’organizzazione del presepe vivente. La manifestazione come sempre avrà luogo per le vie e le piazze principali del centro storico giuliese.
In occasione della sua 25ª edizione, Canazza ha optato per un cambiamento radicale, abbracciando l’arte del presepe napoletano nei costumi, nell’ambientazione e nei canti, avvalendosi dell’impiego di settantadue figuranti come richiede la tradizione, che indosseranno sontuosi abiti settecenteschi. Inoltre, per agevolare la partecipazione del pubblico, evitando il più possibile lunghe file di attesa, sarà possibile prenotare attraverso un’app dedicata, che verrà diffusa nei prossimi giorni. «L’evento di quest’anno si chiamerà “L’Oltre”, nome che allude sia superamento della pandemia ma anche alla tensione spirituale cristiana oltre la vita ultraterrena», precisa Canazza, «ad accogliere i visitatori all’ingresso del presepe, ci sarà Benino, il pastorello addormentato, elemento essenziale della tradizione. Durante l’attesa, che quest’anno sarà breve perché possibile prenotarsi tramite app, i visitatori saranno intrattenuti dagli spettacoli che si svolgeranno in piazza Buozzi. È anche un modo per supportare gli esercizi commerciali del Paese. Ogni figura e rappresentazione è legata ad suo specifico significato, come il pozzo, la fontana, il mulino che richiamano storie ed aneddoti della tradizione partenopea». Quindi conclude: «Finalmente quest’anno si torna alla consuetudine e vogliamo ripartire con questa novità, per offrire ai tanti visitatori uno spettacolo diverso rispetto al tradizionale presepe mediorientale».
Stefania Gervasini
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