Presunta violenza sessuale dopo la festa La Procura chiede l’archiviazione

24 Febbraio 2020

Si era presentata al pronto soccorso dicendo che era stata violentata da un amico al termine di una festa. Dopo la segnalazione erano scattati tutti gli accertamenti previsti che, dopo l’entrata in...

Si era presentata al pronto soccorso dicendo che era stata violentata da un amico al termine di una festa. Dopo la segnalazione erano scattati tutti gli accertamenti previsti che, dopo l’entrata in vigore della normativa del Codice rosso, devono essere fatti in pochissimi giorni. Le indagini sono stati fatte, ma la donna non ha mai presentato querela e il reato di violenza sessuale è perseguibile solo a querela di parte (ad eccezione dei casi su minori o sei il fatto è connesso con un altro reato per cui si deve procedere d’ufficio). Per questo nei giorni scorsi sul caso che tanto clamore fece nel capoluogo qualche mese fa la Procura ha fatto richiesta di archiviazione. Dopo aver sentito l’uomo accusato dalla donna (che ha respinto ogni accusa), i poliziotti avevano raccolto le testimonianze di amici e conoscenti dei due per fare chiarezza su quanto avvenuto nella serata dopo una festa privata. A scandire le indagini erano stati proprio i tempi stretti dettati dalla recente normativa del Codice rosso che, tra le altre cose, garantisce alla vittima di essere ascoltata dal pm entro tre giorni dalla iscrizione della notizia di reato. La normativa del Codice rosso che per queste tipologie di reato ha introdotto una presunzione di urgenza con lo scopo di avviare tempestivamente tutta la procedura potendo adottare - nel Paese dove i reati di violenza sono un amento - tutti i provvedimenti previsti dal codice penale.