Prg di Martinsicuro, Città Attiva accusa: «Reso noto a pochi»

24 Novembre 2023

MARTINSICURO. «Il nuovo Prg della cittadina sembra essere una sorta di "Araba fenice", se ne parla tanto ma ancora non si sa niente di concreto». Così l’associazione Città Attiva, che ha amministrato...

MARTINSICURO. «Il nuovo Prg della cittadina sembra essere una sorta di "Araba fenice", se ne parla tanto ma ancora non si sa niente di concreto». Così l’associazione Città Attiva, che ha amministrato la cittadina dal 2012 al 2017 con il sindaco Paolo Camaioni, si riferisce al lavoro dell’amministrazione comunale in carica per l’adozione della variante al piano regolatore generale.
Un lavoro che secondo Città Attiva prosegue «avendo tenuto soltanto sporadici incontri con i proprietari dei cosiddetti comparti, senza coinvolgere minimamente la cittadinanza, né tanto meno gli attori socio-economici del territorio, i comitati di quartiere, le associazioni o la stessa minoranza consiliare. A tutt’oggi ben pochi hanno potuto essere informati sugli stati di avanzamento o sull’entità delle modifiche dei criteri che maggiormente vanno ad impattare sul futuro assetto urbano della nostra città. Un coinvolgimento di questo tipo», continua la nota, «è tanto più importante e decisivo se si pensa che l’ultima variante al Prg risale all’anno 1994! In democrazia, è buona norma prendere decisioni di questa rilevanza invitando alla partecipazione tutti i cittadini o, quanto meno, le principali associazioni portatrici di interessi, aggregazioni sociali e decisori pubblici e privati, evitando di concedere l’esclusiva solo a soggetti direttamente interessati perché proprietari, imprenditori, tecnici del settore o politici locali. Le scelte che si mettono in campo oggi avranno sicuramente delle ricadute nel medio e lungo periodo e il rischio di commettere errori di valutazione è piuttosto elevato. Ecco perché coinvolgere la cittadinanza tutta è un dovere che l’amministrazione ha ed è sacrosanto che i cittadini possano esercitare il diritto di conoscere e sapere, senza correre il rischio», conclude l’associazione, «di ritrovarsi davanti al fatto compiuto e magari compiuto anche male».
Sandro Di Stanislao