Privato offre palazzina per ospitare famiglie senza casa

9 Agosto 2017

GIULIANOVA. Sono stati solo due i giuliesi a presentare una offerta di alloggio per emergenza abitativa, dopo il bando appositamente emanato dal Comune lo scorso 25 maggio. Sfortunatamente, una delle...

GIULIANOVA. Sono stati solo due i giuliesi a presentare una offerta di alloggio per emergenza abitativa, dopo il bando appositamente emanato dal Comune lo scorso 25 maggio. Sfortunatamente, una delle due offerte non era in possesso di tutti i requisiti necessari (gli alloggi, come richiesto espressamente nell'avviso, dovevano essere bi/trilocali con una superficie non inferiore a 55/60 mq, in buono stato di manutenzione, non occupati, immediatamente disponibili, agibili e abitabili) e quindi è stata scartata. Grazie alla generosità di questo privato, però, sarà messa a disposizione una intera palazzina, i cui canoni di locazione saranno pagati dal Comune per un anno intero con possibilità di rinnovo per un altro anno.
«Quello dell'emergenza abitativa», commenta Nausicaa Cameli, vicesindaco con delega al sociale, «è un fenomeno divenuto davvero drammatico. Continuano purtroppo ad aumentare i cittadini impossibilitati a pagare gli affitti a causa delle precarie condizioni economiche e sociali in cui versano. Si tratta di un'iniziativa da considerare un qualificato progetto di condominio solidale che il Comune di Giulianova, tra i primi, volle adottare nel 2016 per incrementare gli strumenti di protezione e di assistenza». Gli alloggi popolari a disposizione del Comune sono esauriti, nonostante le 180 persone in lista d’attesa, e dunque si è pensato a questo bando per reperire altri immobili ad uso abitativo già dal 2016. «Sono tre i nuclei familiari», dichiara Cristina Canzanese, assessore all’edilizia residenziale pubblica, «per complessive cinque persone, tutte finora accolte in un albergo a spese dell'amministrazione comunale, che presto prenderanno alloggio nella palazzina messa a nostra disposizione avendo così una vera casa». Lo scorso anno, solo un privato presentò un’offerta per un appartamento dove venne alloggiata una famiglia.
Margherita Totaro
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