Processo ex Tercas, sfilano i testi
In aula un ex direttore e correntista: «Mai vista una cosa così diabolica»
TERAMO. «Mi hanno proposto un prodotto come conveniente, con scadenza ad un anno e con il 3 per cento di interesse. Io non ho chiesto nulla, mi fidavo. Sono stato in banca tanti anni e mai è stata fatta una cosa così diabolica»: scandisce le parole e mette in fila ricordi il correntista ed ex direttore di filiale, da anni in pensione, ieri mattina teste nella nuova udienza del processo in corso per la presunta truffa con le azioni ex Tercas che vede 28 imputati. Per tutti l’accusa è quella di truffa in concorso: all'ex direttore generale Antonio Di Matteo, a diversi dirigenti, direttori di filiali e molti semplici impiegati la Procura (pm Enrica Medori) contesta di aver venduto delle azioni facendole passare invece per cosiddetti «pronto contro termine». I fatti contestati risalgono al 2011, prima del commissariamento della banca avvenuta nel 2012. L’ex direttore di filiale e correntista, che ha ricordato come nel 2008 aveva già acquistato alcune azioni Tercas nell’ambito di un’offerta dedicata agli ex dipendenti, ha sostenuto come nel 2011 sottoscrisse il prodotto finanziario incriminato convinto che fosse un prodotto sicuro e non di tipo azionario. L’ex direttore ha raccontato di aver investito 100mila euro da un conto cointestato con la figlia e ha sostenuto di essersi reso conto della situazione solo quando, dopo il commissariamento della banca, non ci fu il riacquisto. Tra i testimoni della difesa anche un capo area commerciale, che ha dichiarato come dell’operazione si parlò una prima volta in una riunione a cui, come da prassi, partecipavano i capi area: in quell’occasione l’operazione fu descritta a grandi linee e venne detto che un’analoga operazione di collocamento delle azioni era stata già condotta in passato. Nel corso della sua testimonianza il capo area ha anche sottolineato come l’operazione fu presentata come destinata alla migliore clientela.(d.p.)
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