Prodotti da vendere agli arabi: consorzio e marchio di qualità

2 Giugno 2022

Il ministero degli Esteri chiede anche una certificazione con il rispetto di standard internazionali  Per avviare le esportazioni di olio, formaggi e arrosticini va garantita una produzione consistente

ATRI . Un marchio Dop , un consorzio e una certificazione alimentare di qualità: sono le carte vincenti per esportare. Dopo il recente summit commerciale che ha visto una delegazione di circa 30 buyers (grandi compratori) dell’Arabia Saudita ad Atri per assaggiare le specialità, il settore export del ministero degli Esteri ha inoltrato al Comune le linee guida e i protocolli necessari per accedere ai grandi mercati internazionali.
«È un’opportunità che non possiamo farci sfuggire, bisogna fare rete», spiega l’assessore alle attività produttive Alessandra Giuliani, «le certificazioni alimentari rispondono a standard che attestano la conformità ai requisiti sulla sicurezza, qualità e legalità. L’obiettivo è accedere alla grande distribuzione organizzata e la certificazione è un vero e proprio prerequisito per entrare nelle catene di fornitura o per esportare i propri prodotti. Con il ministero degli Esteri, grazie a Paola Marchetti, abbiamo un contatto diretto, i nostri prodotti fanno gola anche al Qatar».
L’assessore spiega che «tutti i vari procedimenti di esportazione li stiamo portando avanti con la collaborazione dell’Arap, l’agenzia regionale per le attività produttive, che ci ha aperto le porte ai mercati oltre confine. Il marchio di Atri, unitamente a quello dell’Abruzzo, sarà sinonimo di genuinità dei prodotti, rappresentando un valore aggiunto che bisogna considerare». Secondo Giuliani, «in questo periodo il settore export del ministero sta valutando se le aziende locali possono sopportare elevati volumi di ordinativi e sta verificando il rapporto qualità-prezzo dei prodotti». Uno degli scogli principali per le medie e piccole aziende locali si è dimostrato, infatti, proprio la capacità produttiva, spesso troppo esigua per un mercato enorme come quello dell’Arabia Saudita. Tra i cibi più richiesti ci sono i formaggi l’olio extravergine d’oliva, ma anche gli arrosticini che possono essere esportati solo a patto che la macellazione avvenga con dei precisi protocolli di rispetto nei confronti dell’animale.
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