Pronto a partire lo spostamento della centrale elettrica della Cona

7 Novembre 2021

Domani l’area verrà perimetrata, entro il mese comincerà l’intervento da due milioni e mezzo I lavori finanziati dal Masterplan verranno eseguiti da Terna ed Enel e dureranno almeno un anno

TERAMO. Domani l'area sarà perimetrata ed entro fine mese partiranno i lavori. Si concretizza sempre più il progetto di delocalizzazione dell'ex centrale Enel del quartiere Cona. Nello scorso marzo sono stati portati a termine ad opera del Comune di Teramo gli interventi di abbattimento del capannone che si trovava nell'area dove la centrale sarà trasferita e ora cominciano le attività, complesse e delicate, di spostamento della cabina elettrica. Un lavoro, questo, che verrà eseguito da Terna ed Enel.
«È un altro obiettivo raggiunto da questa amministrazione, un risultato importante che dà la misura dell'impegno che mettiamo nel migliorare la nostra città», commenta l'assessore ai lavori pubblici e vice sindaco del Comune Giovanni Cavallari. Il progetto di delocalizzazione della centrale era diviso in due parti: la prima prevedeva lo smantellamento del vecchio opificio di proprietà comunale, con la rimozione dell'amianto e l'abbattimento dell'edificio. Attività che è stata condotta in tre mesi, da gennaio a marzo scorsi, dall'amministrazione con circa 140mila euro di spesa. Il secondo step, da oltre due milioni e mezzo di euro, invece comincia ora ed è lo spostamento materiale della centrale dall'attuale sito all'area di fronte. I lavori da quanto riferisce Cavallari richiederanno tempi lunghi, almeno un anno, per via della complessità dell'intero intervento.
A finanziare il progetto, atteso da anni nel quartiere, ci sono i fondi del Masterplan «che abbiamo ottenuto grazie all'allora governatore Luciano D'Alfonso: un impegno importante che ci permette di andare a riqualificare un'area vasta sia sotto il profilo urbano che sanitario. Verrà realizzata una piazza e sarà dato spazio al verde: un miglioramento sostanziale per il quartiere e per tutta la città», aggiunge Cavallari.
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