Pronto il progetto, si parte con la casa dello studente

11 Giugno 2017

Presentazione alla città del recupero dell’ex rettorato. Con i primi tre milioni  nel primo semestre del 2018 inizieranno i lavori nella palazzina più antica

TERAMO. Presentato il progetto per la realizzazione della nuova residenza universitaria nell’ex rettorato di viale Crucioli. Presenti il direttore dell’Adsu Antonio Sorgi, il presidente Paolo Berardinelli, il rettore dell’università, Luciano D’Amico, il sindaco Maurizio Brucchi, i parlamentari Paolo Tancredi e Tommaso Ginoble, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino il presidente di Diritti Diretti, Simona Petaccia, il presidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino e gli studenti che hanno collaborato al progetto: Simone Di Giovanni, Ludovica Di Saverio e Mirko Martella.
«La paternità di questa mission impossibile», ha esordito Berardinelli, «è del direttore Sorgi, che ha scelto la strada della progettazione partecipata. Vorrei sottolineare che l’azienda si è capitalizzata, si è dotata di un bene di grande valore, siamo certi che il ministero accoglierà la nostra richiesta di finanziamento, che ci permetterà di realizzare questo prestigioso obiettivo». Al momento l’Adsu dispone di un finanziamento di 3 milioni da parte del ministero per avviare i lavori, ma ne servono altri 6 che dovranno essere reperiti attraverso il bando del Miur.
Tre sono gli elementi su cui si basa il progetto dell’Adsu per la casa dello studente da 208 posti letto: accessibilità universale, sostenibilità e sicurezza. La struttura, in tutte le sue parti, sarà accessibile a chi ha una forma di disabilità, che si tratti di problemi legati alla deambulazione, alla vista o all’udito. Poi la sostenibilità: come ha spiegato Sorgi, che si è avvalso dell’ausilio di tre studenti di ingegneria e architettura, non si tratterà solo di ridurre i costi, ma nell’immobile verranno installati impianti fotovoltaici per coprire più della metà del fabbisogno energetico, con stoccaggio per la notte. Sul fronte della sicurezza fra l’altro sarà assicurato il pieno rispetto degli standard antisismici.
Il complesso è costituito da tre immobili. La palazzina A su cui vige un vincolo della Sovrintendenza e che sarà preservata tranne il secondo piano che si potrà eliminare essendo stato edificato negli anni Sessanta. E poi le altre due palazzine, B e B1 che saranno di nuova costruzione. La struttura sarà in acciaio, che soddisfa sia l’elemento sicurezza sia la necessità di completare l’opera in tempi brevi. Tra le palazzine A e B nascerà un orto urbano. L’apertura del cantiere è prevista nel primo semestre 2018, per gli interventi da coprire con i 3 milioni. I risultati del bando, invece, si conosceranno a fine anno. (a.f.)
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