Provincia, bilancio in disavanzo di quasi 4 milioni

28 Aprile 2015

TERAMO. Indebitamento, drastica riduzione delle entrate e rigidità della spesa. Il rendiconto finanziario del 2014 della Provincia di Teramo fotografa la condizione comune a tutti gli enti...

TERAMO. Indebitamento, drastica riduzione delle entrate e rigidità della spesa. Il rendiconto finanziario del 2014 della Provincia di Teramo fotografa la condizione comune a tutti gli enti provinciali. «Il disavanzo», si legge in una nota dell’ente, «è di tre milioni e 700mila euro oltre i tagli. Dal 2015 le Province contribuiscono al bilancio statale per quasi 1,9 miliardi. E, se con la prossima legge di stabilità si confermeranno 2 miliardi di taglio per il 2016, chiudere il bilancio sarà impossibile. Proiezioni alla mano, se anche la Provincia di Teramo venisse sgravata delle spese di personale e funzioni che, solo sulla carta, non ha più (e che dovrebbero passare a Comuni, Regione e Stato ma ancora non esistono provvedimenti conseguenti) e per le quali dal primo gennaio non percepisce più alcuna risorsa per la copertura dei costi, ci sono serie difficoltà anche per il 2015».

Il rendiconto 2014 è stato approvato a maggioranza ieri pomeriggio con l’astensione del consigliere Fracassi. Il presidente Renzo Di Sabatino ha commentato: «È chiaro che non funziona più il rapporto fra quello che prendi dal cittadino e quello che restituisci visto che la maggior parte delle nostre entrate tornano allo Stato o alle Regioni. Una situazione paradossale, comune agli altri enti provinciali, ma che, nel caso specifico di Teramo, è aggravata da una situazione di debiti fuori bilancio per circa 6 milioni di euro: ci sono i circa 3 milioni e mezzo per le somme urgenze dei lavori pubblici in seguito ai danni dell’alluvione; 400mila euro di utenze del 2014 non pagate; un milione e 350mila euro del contenzioso con la Regione Abruzzo per Teramo Lavoro (non riconoscimento della spesa da parte dell’Autorità di gestione); ci sono spese legali per 100mila euro e le 560mila euro delle spese per il trasporto disabili».

Venendo ai dati dell’esercizio 2014. Le entrate ammontano a circa 43 milioni di euro e le uscite a 46 milioni e 800 mila euro: c’è, quindi, un disavanzo di 3 milioni e 700 mila che scende a un milione e 300 mila euro applicando l’avanzo del 2013, di 2 milioni e 400 mila euro.

Nella relazione dei Revisori dei Conti si evidenza il trend storico delle entrate e delle uscite che testimonia la drastica riduzione delle entrate; quelle tributarie sono passate dai 28 milioni e 964 mila euro del 2012 ai 23 milioni del 2014 (6 milioni in meno); le entrate da contributi (Stato, Regione etc) sono passate dai 10 milioni del 2012 ai 3 milioni 452 del 2014 (meno 6 milioni e mezzo); i trasferimenti in conto capitale (investimenti) sono passati da 10 milioni e mezzo a circa 7 milioni. Conseguentemente sono ridotte drasticamente le spese: quelle correnti passano dai 40 milioni del 2012 ai 27 milioni attuali; le spese per investimenti scendono da 13 a 9 milioni mentre continua a pesare tanto il rimborso dei prestiti, oggi portato da 6 a 5 milioni e mezzo grazie alla rinegoziazione dei mutui.

Per quanto riguarda la spesa corrente, il 47% è impegnata per i costi vivi del personale (la Provincia continua a pagare anche le funzioni e i servizi che per la legge Del Rio e la legge di stabilità non ha più in capo).