Provincia, i sindaci di destra non mollano
Oggi decidono se correre da soli per D’Annuntiis presidente o restare fuori del tutto dalle elezioni
VAL VIBRATA. Dopo 40 anni, la Val Vibrata sembra aver perso l’occasione di avere un presidente della Provincia quale espressione del territorio. Ma c’è chi non si rassegna e tenta di giocare un’ultima carta.
Mercoledì scorso l’assenza dalle primarie del centrodestra dei sindaci di Tortoreto, Alessandra Richi, e di Ancarano, Angelo Panichi, ha nuociuto alla candidatura del collega di Corropoli, Umberto D’Annuntiis. È finita con dieci sindaci per Gabriele Astolfi di Atri e nove per D’Annuntiis. Le prossime ore saranno decisive sul da farsi. Oggi pomeriggio, infatti, i sindaci della Città-territorio vibratiana, dopo il nulla di fatto di ieri, in vista della scadenza di domani per la presentazione delle candidature alla Provincia, torneranno a riunirsi per decidere. Cosa? Le ipotesi aperte sono tre: proseguire nella strada che porta alla candidatura di D’Annuntiis a prescindere dall’esito delle primarie, presentare propri candidati per tentare comunque di avere posti in giunta ed in consiglio, oppure astenersi dal voto e dalla partecipazione alla lista. Se prevalesse quest’ultima strada, la Val Vibrata dei sindaci “civici” e del centrodestra non avrebbe rappresentanti in Provincia. I sindaci del centrosinistra (Alessandro Di Giacinto di Torano Nuovo, Franco Carletta di Controguerra, Giuliano Di Flavio di Nereto e Andrea Luzii di Sant’Omero), a questo punto, potrebbero essere i soli a giocarsi la rappresentanza nel palazzo di via Milli a sostegno del candidato presidente Renzo Di Sabatino. Se, al contrario, si optasse per la corsa solitaria (così, alla fine, i candidati presidenti sarebbero tre), l’esito delle votazioni sarebbe un’incognita.
Intanto viene fuori tutta l’amarezza di D’Annuntiis per l’occasione persa mercoledì. «Sono soddisfatto per il consenso ottenuto», dichiara il sindaco di Corropoli ed ex presidente dell’Unione di Comuni Val Vibrata, «per la vicinanza e la sensibilità dei colleghi che ringrazio. Nello stesso tempo sono dispiaciuto non per la mancata candidatura ma per l’occasione persa dal nostro territorio che, dopo 40 anni (l’ultimo è stato l’avvocato Giuseppe Lupini dal 1970 al 1975, ndc), poteva avere una sua opportunità. A chi attribuire tale responsabilità? Paradossalmente a due sindaci del territorio, Alessandra Richi e Angelo Panichi». Per il presidente della Città-territorio, Leandro Pollastrelli, è la politica a finire in minoranza. «Quella politica», dice, «che si è schierata contro i sindaci».©RIPRODUZIONE RISERVATA

