Provincia, lo stallo politico non si sblocca

Di Bonaventura temporeggia su nomine e deleghe: i nodi sono il ruolo di Costantini e il peso dei civici
TERAMO. Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura ama presentarsi come un anti-politico, un decisionista, un uomo del fare. Ma evidentemente anche un uomo del fare e del decidere qualche volta preferisce non fare né decidere nulla, perché capita che gli equilibri politici siano così delicati da richiedere la raffinata arte del temporeggiare.
A più di un mese dal rinnovo del consiglio provinciale, la nomina del vice presidente e l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri ancora non ci sono. Peraltro finora è stato fatto un solo tavolo politico con le forze di maggioranza, ovvero con i referenti delle due liste che hanno sostenuto Di Bonaventura eleggendo sette consiglieri contro i cinque del centrosinistra. Il presidente non sembra dare importanza alla questione e due giorni fa ha dichiarato in tv: «Resta da decidere solo la vice presidenza, presto ci riuniremo e troveremo una sintesi».
La sintesi, al momento, non c’è essenzialmente per due motivi. Uno è il peso che ha assunto la formazione civica capitanata da Paolo Gatti e Giulio Sottanelli, che ha eletto più consiglieri rispetto alla lista dei partiti e ovviamente rivendica il ruolo principale sul tavolo. L’altro è, nell’ambito dei partiti di centrodestra, l’ingombrante ingresso sulla scena di Jwan Costantini, sindaco di Giulianova ed esponente della Lega. Costantini vorrebbe un ruolo di primo piano nell’assetto amministrativo: a quanto pare, più che la vice presidenza, una delega forte come quella ai lavori pubblici. Il presidente, però, nel settore dei lavori pubblici si fida ciecamente di due consiglieri delegati che già lavoravano con lui nella passata consigliatura e che sono stati rieletti, peraltro con risultati migliori di quelli di Costantini essendo risultati i più votati delle rispettive liste: Lanfranco Cardinale del gruppo civico e Luca Frangioni (che si occupa delle scuole) di Fratelli d’Italia. Sia Di Bonaventura che loro due intendono proseguire sulla strada già tracciata, dunque Costantini non potrebbe essere accontentato sulla delega forte e peraltro non si accontenterebbe di una vice presidenza “vuota”: ma a ridimensionarlo sono anche le indicazioni e le richieste dei civici del “Gattinelli”, che Di Bonaventura non può certo ignorare. (d.v.)
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