Provincia massacrata Tagliato un altro milione

3 Aprile 2015

L’annuncio dato dal presidente Di Sabatino durante una riunione con il personale «Ci tagliano i fondi ma non si riprendono le funzioni: chiederemo indietro i soldi»

TERAMO. Un altro colpo di machete. Si è abbattuto poche ore fa sulle asfittiche casse della Provincia. Se il presidente Renzo Di Sabatino pensava di dover ridurre di 5 milioni 400mila euro la spesa per il personale e di dover fare delle scelte drastiche, si sbagliava. Il taglio disposto dal governo è salito a 6 milioni e mezzo.La notizia è stata diffusa dal presidente ieri mattina, durante l’assemblea del personale, convocata dai sindacati preoccupati dai molti nodi irrisolti della riforma Del Rio e dal percorso ancora molto incerto sulla mobilità dei dipendenti verso altri enti.

«Visto che il governo fa i conti sulla base delle funzioni e del personale che da gennaio io non avrei più ma che, in realtà, come tutte le Province, continuo a sostenere economicamente perché ancora nessuno ce lo ha tolto, vorrà dire che qualcuno ci dovrà restituire quel 50% della spesa del personale che stiamo garantendo».

Il presidente, inoltre, ha dato conto ai dipendenti delle intelocuzioni con la Regione: «Sono rassicurato dal fatto che della questione si sta occupando un assessore molto operativo e competente come Giovanni Lolli anche se dobbiamo essere consapevoli che almeno nel breve periodo esiste un problema legato alle risorse. Stiamo facendo un percorso insieme ma sia le Regioni che le Province stanno ancora aspettando i criteri del governo e soprattutto stanno aspettando di sapere che fine fanno i centri per l’impiego e le polizie provinciali. Senza questi punti fermi, richiamati dalla legge di riforma, a livello locale, è tutto più complicato».

Entro il mese, secondo quanto riferito dai sindacati, la Regione è intenzionata a legiferare decidendo quali funzioni e quanto personale intende riassorbire: una partita che costerebbe 12 milioni di euro. Notizia confermata dall’assessore regionale al bilancio Silvio Paolucci, che sottolinea la recente approvazione di una legge per il trasporto degli studenti disabili e precisa subito dopo: «e ci stiamo facendo carico di tutto il resto, tenendo presente che alla Regione hanno tolto 120 milioni di euro». Sono diverse infatti le competenze che dovrebbero passare alle Regioni. «Se il governo affrontasse la partita dei centri per l’impiego e della polizia provinciale, la lista degli esuberi non dovrebbe superare le 35-40 unità. Facendo un ragionamento con i Comuni potremmo garantire a tutti un ricollocamento. Ma nell’immediato rimane il problema delle risorse», aggiunge Di Sabatino. Secondo una stima, infatti, se non intervengono novità dovrebbero finire a giugno.

«Comunque vadano le cose credo sia importante procedere al più presto ad una revisione della pianta organica, della macro e micro struttura, sulla base delle linee generali dettate dalla riforma», ha affermato Di Sabatino. Il presidente ha ribadito il messaggio dato ieri ai dipendenti: «Ho cercato di spiegare che loro salvezza va di pari passo con salvezza dell'ente. Se devo rimanere senza poter erogare un minimo di servizi, basta un segretario. Per questo ho deciso che continuerò ad assicurarli, e poi chiederò indietro i soldi del servizio svolto. Saremo come anticipatori di cassa. In quest’ottica abbiamo deciso di prorogare l’assistenza agli studenti disabili delle superiori, che non ci compete, fino a giugno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA