Provincia, piano per le strade al ministero

15 Febbraio 2022

Nel dossier segnalato all’Upi opere per le aree interne, le zone industriali della costa e la rete ciclistica

TERAMO. La Pedemontana nord – sud con una specifica attenzione al tratto Bisenti-Cermignano-Penna Sant’Andrea al momento fuori dalla programmazione finanziaria; la strada panoramica del Gran Sasso; la rete provinciale della mobilità ciclistica; il ponte di collegamento fra le aree industriali Roseto-Atri/Pineto.
Sono queste le opere strategiche segnalate all’Upi dalla Provincia di Teramo per il dossier infrastrutture presentato venerdì scorso al ministro Enrico Giovannini. Nella delegazione, oltre ai vertici nazionali dell’Unione Province Italiane, anche il presidente dell’Unione delle Province abruzzesi Angelo Caruso. Gli interventi da segnalare dovevano rispondere a precise caratteristiche: due di rilevanza interprovinciale (pedemontana e panoramica) e due dovevano interessare il patrimonio gestito direttamente dall’ente sulla propria rete (mobilità sostenibile e rete viaria). La messa in sicurezza e la modernizzazione dell’infrastrutturale stradale primaria e secondaria, infatti, è al centro dell’azione di Giovannini, delegato alle Infrastrutture e alla Mobilità sostenibile.
Il dossier andrà condiviso con le Regioni, l’Anas e le Ferrovie dello Stato e, come dichiarato dallo stesso ministro, bisognerà costituire un tavolo di lavoro con le Province per redigere linee guida condivise: una operazione che restituisce attenzione alla viabilità secondaria, le reti provinciali, alle quali dopo la riforma Delrio non sono state assicurate dal governo linee di finanziamento organiche e stabili, causando un progressivo ammaloramento delle strade. «Nella nostra provincia la situazione si è fatta particolarmente grave perché, oltre alla Delrio, si sono avvicendate numerose e drammatiche calamità naturali: dai terremoti alle alluvioni», osserva il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. «Non è un caso che le nostre principali fonti di finanziamento siano state quelle straordinarie mentre sono venuti a mancare i fondi ordinari che garantiscono la programmazione annuale degli interventi. Apprezziamo molto questa inversione di tendenza che ci ha trovati pronti con delle opere che sono accompagnate da una fase molto avanzata di progettazione».