Pugno a Di Mascio: uno dei rom a giudizio, l’altro vuol patteggiare

3 Dicembre 2021

La Procura chiude le indagini: rito abbreviato per Guarnieri, accusato di aver sferrato il colpo Per ora non ci sono altri indagati, ma restano sempre da chiarire il movente e il mandante

TERAMO. Un rito abbreviato e un’istanza di patteggiamento: sono questi i due passaggi giudiziari che scandiscono l’epilogo processuale dell’inchiesta sulla violenta aggressione a Cetteo Di Mascio, l’allenatore di calcio responsabile del settore giovanile biancorosso.
La Procura teramana ha chiuso l’inchiesta sui presunti esecutori materiali agli arresti domiciliari per lesioni gravissime senza ulteriori indagati e senza una ipotesi su movente e mandante. Per ora l’inchiesta dei pm Davide Rosati e Greta Aloisi si chiude solo con i nomi del 23enne di Mosciano Alessio Guarnieri (che per la Procura è colui che avrebbe sferrato il violento pugno al tecnico) e del 30enne di Bellante Vincenzo Ciarelli, entrambi difesi dall’avvocato Gianfranco Di Marcello. Per Guarnieri i pm hanno chiesto e ottenuto il rito immediato. Successivamente il difensore ha presentato istanza di rito abbreviato. Per Ciarelli, dopo l’avviso di conclusione, lo stesso legale ha presentato istanza di patteggiamento e in subordine, qualora non dovesse essere accolta, istanza di rito abbreviato.
La Procura, dunque, chiude l’inchiesta senza contestare ipotesi di reato collegate a una eventuale pista legata ai rapporti di lavoro all’interno della società calcistica. Ipotesi, quest’ultima, adombrata nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Marco Procaccini ma che, evidentemente, non ha trovato riscontri penalmente perseguibili nel corso delle successive indagini avviate sulla base dei tabulati telefonici dei cellulari di Guarnieri e Ciarelli. In un passaggio dell’ordinanza si citano i tabulati telefonici di Ciarelli e le ripetute chiamate, senza risposta, da lui effettuate il giorno dell’aggressione al cellulare di Massimo Sposetti, titolare di un’impresa edile a Teramo, che poi avrebbe richiamato l’uomo dopo ore. Sposetti, che all’epoca dei fatti era presidente della Gioventù Teramo 1913, la scuola calcio ufficiale del Teramo, e che nella stessa ordinanza viene definito «persona vicina al presidente del Teramo Franco Iachini» (i fatti risalgono a prima del passaggio delle quote di maggioranza ai fratelli Ciaccia, ndr), quando su questo elemento delle telefonate è stato sentito dagli inquirenti come persona informata sui fatti (non è mai stato indagato) ha dichiarato che l’unico collegamento con il giovane rom di Bellante era rappresentato dal fatto che lo stesso da un anno e mezzo lavorava come magazziniere per la sua impresa.
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