Punto nascita, D’Alfonso dice no alla riapertura

Visita in ospedale del governatore, che ai dipendenti assicura pieno sostegno «Fatemi sapere ciò che vi occorre e la Regione darà la copertura finanziaria»
GIULIANOVA. Niente punto nascita a Giulianova ma revisione delle esternalizzazioni (e quindi risparmi sui servizi) e più manutenzione, oltre alla riduzione delle liste d’attesa (grazie anche alla risonanza magnetica mobile che, dopo la decisione del nuovo manager Roberto Fagnano, arriverà tra 15 giorni). Questi, in sintesi, i punti toccati dal presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso durante la sua visita all’ospedale giuliese “Maria Santissima dello Splendore”.
Dopo un veloce giro al piano terra del padiglione est, il governatore, seguito da Fagnano, dal sindaco Francesco Mastromauro, dal presidente della commissione sanità del Comune di Giulianova Luigi Ragni (promotore di una commissione sanità allargata ai Comuni che usufruiscono dei servizi dell’ospedale giuliese) e da molti medici e infermieri, si è reso disponibile a un confronto nella sala conferenze. Il manager Fagnano, in apertura, ha riconosciuto come il grave problema che attanaglia l’ospedale sia la carenza di personale, ma che, nonostante ciò, la qualità dei servizi è ottima. «Vengono spese migliaia di euro», è intervenuto l’operatore del 118 Marco Conte, «solo per il trasporto in ambulanza tra un padiglione e l’altro perché il tunnel sotterraneo non è a norma». «Fatemi avere», ha risposto il governatore, «una relazione puntuale di ciò che vi occorre e la Regione vi darà piena copertura economica». L’ospedale di Giulianova, ha proseguito D’Alfonso, è importante a livello provinciale, perché, di fatto, raccoglie un bacino di utenza molto elevato, che triplica le sue 80mila utenze nei periodi estivi. A proposito di riaprire il punto nascita, tuttavia, il presidente della Regione ha chiesto ai presenti: «È sicuro che il punto nascita sia indice di qualità se non vi sono le condizioni essenziali di erogazione?», alludendo alla mancanza di requisiti dell’ospedale in tal senso. «Un reparto», ha proseguito D’Alfonso, «non deve essere concepito per la pigrizia di chi vive sul posto e non vuole spostarsi, ma per essere un punto di eccellenza».
Passando per il potenziamento dell’area traumatologica e diagnostica (che porterebbe anche quel turismo della salute utile all’economia cittadina), il governatore ha poi affrontato la questione della compartecipazione delle rette per la riabilitazione dei disabili che frequentano la Piccola Opera Charitas (dove il governatore si recherà a breve) e le altre strutture riabilitative teramane. «Non è stata una scelta dettata dalla nostra volontà», ha affermato D’Alfonso, «ma dalla legge. Per quest’anno la Regione ha potuto e saputo farsi carico della parte delle rette spettanti alla famiglia, ma dal prossimo anno saranno assicurate solo quelle di chi ha reddito basso perché non reggiamo più il sistema del “tutto gratuito”».
D’Alfonso si è poi recato all’Ente porto, dove lo attendeva il presidente Paolo Vasanella. Qui, il governatore si è sincerato della condizione economica dell’ente (società partecipata anche dalla Regione Abruzzo), ed ha voluto sapere del progetto del braccio portuale (finanziato con 4 milioni e 200 mila euro da fondi Par-Fas). Vasanella e il direttore Maurizio Ferrari hanno affermato che l’Ente porto gode di ottima salute finanziaria.
Margherita Totaro
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