Quagliariello si schiera al fianco di Morra

20 Giugno 2018

«L’ho sempre sostenuto» e prende le distanze da Di Dalmazio che ha deciso di stare in minoranza

TERAMO. Il rilancio di Teramo, «terra di mezzo» tra mare e montagna, Nord e Sud d’Italia, si può concretizzare solo con Giandonato Morra sindaco. Ne sono convinti l’ex primo cittadino ed ex governatore Gianni Chiodi, il senatore e presidente del movimento “Idea” Gaetano Quagliariello e Rodoldo De Laurentiis, ex cda Rai ed ex presidente dell’allora Arpa, oggi guida dell’associazione “Oltre”, che tirano la volata al candidato sindaco del centrodestra per il ballottaggio di domenica. La loro presenza all’hotel Abruzzi, insieme a futuri consiglieri e possibili assessori, è l’ulteriore segno del ricompattamento della coalizione già visto da Morra nel 35% di consensi sfiorato nel primo turno. All’appello, però, manca Mauro Di Dalmazio che, dopo aver corso da solo il 10 giugno, ha annunciato che proseguirà con il suo progetto civico dai banchi dell’opposizione. I legami con Chiodi, Quagliariello e Morra ci sono stati e in qualche caso perdurano, ma non si tradurranno in un’alleanza con la possibile nuova amministrazione.
«Ho rispetto di chi ha preso una strada diversa», evidenzia il candidato sindaco, «spero che c’incontreremo di nuovo, ma non credo che avverrà in un tempo troppo vicino». Morra respinge ancora una volta le contestazioni sul mancato rinnovamento nella sua coalizione. «Con me si va oltre davvero», scandisce, «chi sceglie l’Aventino o fa il Cincinnato viene condannato dalla storia». Anche Quagliariello si riferisce a Di Dalmazio quando afferma che «il civismo deve coniugarsi con la buona politica, altrimenti diventa settarismo e chiusura ed è quello che vorrebbero i nostri avversari».
Il senatore sottolinea di aver sempre appoggiato Morra. «Per una questione di stile ho evitato di partecipare a iniziative pubbliche», specifica, nella fase in cui era in corsa anche Di Dalmazio che con lui ha condiviso l’adesione a “Idea”. Rompe gli indugi anche Chiodi, che ricorda il suo rapporto personale con l’ex candidato sindaco dei gruppi civici fuoriusciti del centrodestra, ma ritiene che in questo momento non si possa che orientarsi verso una scelta di campo chiara. «Morra è l’unico leader possibile», osserva, «D’Alberto è un amministrativo che deve dimostrare ancora tutto». La sola caratteristica evidenziata dal candidato del centrosinistra, secondo l’ex governatore, è la subalternità al Pd e all’asse pescarese-chietino che orienta le scelte di quel partito. Per Chiodi sono necessari il rilancio del piano strategico e in riferimento all’amministrazione Brucchi «una maggioranza che non sia basata solo sui numeri». De Laurentiis vede in Morra competenza, passione e senso di responsabilità: doti fondamentali per il buon governo della città. (g.d.m.)
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