Qualità della vita: Teramo prima provincia in regione

Nella classifica nazionale è 60esima: perde tre posizioni, ma è in testa in Abruzzo D’Alberto: «Nel Centro sud seconda solo a Matera, ruolo centrale nella ripresa»
TERAMO . Teramo perde tre posizioni rispetto allo scorso anno, ma resta la migliore fra le province d'Abruzzo. È la classifica sulla qualità della vita stilata da Italia Oggi e università La Sapienza di Roma usando nove indicatori: affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, istruzione-formazione e capitale umano, popolazione, reddito e ricchezza, sicurezza, sistema salute e tempo libero. Teramo si colloca al 60° posto precedendo Chieti e L’Aquila, rispettivamente al 67° e 68°. La peggiore provincia abruzzese è Pescara che, pur guadagnando otto posizioni, si ferma al 73° gradino della graduatoria. Sul podio ci sono Parma, Trento e Bolzano. Maglia nera a Crotone.
Dati che il sindaco di Teramo e presidente regionale Anci Gianguido D’Alberto ha voluto analizzare, rilevando gli aspetti positivi ma anche aprendo a riflessioni sul lavoro corale che l’Abruzzo deve fare per ripartire con la «provincia teramana a far da capofila: perché è chiaro che non ha nulla da invidiare alle altre realtà regionali ed extra regionali» ha detto. «Fatta eccezione per Matera, Teramo è la prima realtà del Centro sud e questo in un contesto in cui le realtà abruzzesi vivono un momento di difficoltà. Quello che emerge dai dati è una forte differenza tra le realtà del Nord e quelle del Sud che, anche rispetto alla programmazione delle risorse del Pnrr il Governo deve tenere presente altrimenti si rischia di accentuare le disuguaglianze», ha aggiunto D’Alberto sottolineando in più passaggi la necessità di una collaborazione fra enti, istituzioni e rappresentanti politici di tutti i livelli per portare l’Abruzzo verso un progressivo miglioramento della qualità della vita. Prima di commentare la classifica di Italia Oggi, il sindaco ha partecipato a una riunione sul piano sociale regionale: «Quello che la Regione ha rappresentato è che in Abruzzo si sono perse, in termini di calo demografico, 42mila unità dal 2012 ad oggi: è come se in nove anni fosse sparita una città come Vasto. Questo per dire che se vogliamo fare una valutazione generale e comparativa sulla qualità della vita, rapportata anche al calo demografico, non possiamo legare il tema a una singola realtà. Il discorso deve essere più ampio e necessità di una risposta politica organica in una realtà che ha subito due terremoti, delle calamità che richiedono interventi specifici particolari», ha spiegato D’Alberto sottolineando come per Teramo i buoni risultati siano frutto di azioni sinergiche fra gli attori del territorio e i cittadini.
L’attività amministrativa rappresenta un aspetto centrale, ma «da solo non basta mai: questa amministrazione sta mostrando grande attenzione per i temi che concretamente aiutano a migliorare la qualità della vita. E mi riferisco alla mobilità, alla raccolta differenziata e a quegli indirizzi di governo che stanno facendo crescere Teramo. Ma a questo si aggiunge la collaborazione dei cittadini e ad una sempre maggiore attenzione ai temi dell'ambiente e del educazione civica».
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