Quarantenne in rianimazione per una overdose, indaga la polizia

4 Agosto 2020

Sarà un’inchiesta della Procura, che per il momento indaga contro ignoti, a fare chiarezza. Per ora la cronaca racconta di un quarantenne teramano ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale...

Sarà un’inchiesta della Procura, che per il momento indaga contro ignoti, a fare chiarezza. Per ora la cronaca racconta di un quarantenne teramano ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Mazzini per una overdose da sostanze stupefacente. Le indagini, nel fascicolo aperto dal pm di turno Francesca Zani, sono state delegate alla squadra mobile che in queste ore sta raccogliendo testimonianze e facendo accertamenti.
I fatti si sono verificati nella tarda serata di domenica quando un familiare, al rientro a casa, ha visto che l’uomo non stava per niente bene e ha dato l’allarme.
In poco tempo sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118 e l’uomo è stato immediatamente trasportato in ospedale. Qui dopo un primo intervento dei medici del pronto soccorso è stato ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. Le sue condizioni sono considerate molto gravi.
La segnalazione è scattata immediatamente e in poco tempo sono partiti gli accertamenti della squadra mobile teramana che indaga su delega dell’autorità giudiziaria. L’obiettivo è quello di ricostruire l’intera vicenda e di fare chiarezza, soprattutto, sulle modalità con cui l’uomo si è procurato la sostanza. Ovvero da chi l’abbia acquistata e dove l’abbia consumata.
In queste ore, intanto, sempre su delega dell’autorità giudiziaria sono state acquisite le prime testimonianze in attesa che le condizioni dell’uomo possano migliorare per consentire ai poliziotti di raccogliere la sua di testimonianza.
Per ora l’ipotesi di reato formulata dalla Procura è quella di lesioni gravi, ma è evidente che qualora ci fossero dei mutamenti sostanziali questa ipotesi di reato è destinata ad essere cambiata.
I poliziotti, inoltre, hanno già acquisito alcuni oggetti personali del quarantenne il cui attento esae potrebbe essere un fondamentale contributo per l’evoluzione delle indagini. E per capire da chi il quarantenne abbia acquistato la sostanza stupefacente che ha provocato l’overdose.(d.p.)